BADOLATO: LE 4 COSE DA NON PERDERE NEL BORGO DEGLI ANGELI

il borgo di badolato

Badolato è un piccolo borgo medievale della Riviera degli Angeli, un tratto della costa ionica catanzarese disegnata da infiniti chilometri di spiaggia bianca dal mare verde cristallino. Fondato nel 1080 da Roberto il Guiscardo, oggi Badolato non è solo oggetto di studio del Politecnico di Milano ma è una vera e propria casa per molti turisti nord europei e americani che hanno scelto di cambiare vita.

 

Di questo piccolo paese incastonato sulle colline catanzaresi sapevo poco o niente, eppure dista solo mezz’ora di macchina da Soverato.

Badolato è stato un grande esempio di solidarietà e integrazione già dal 1997, come testimoniato dal cortometraggio “Il volo” del celebre regista tedesco Wim Wenders. In quell’anno la comunità aprì le porte delle case del centro storico, ormai disabitate da decenni, a più di 300 profughi curdi sbarcati sulle coste ioniche.

Qualche domenica fa sono ritornata proprio qui, perdendomi in un labirinto tra vicoli, palazzi nobiliari e i caratteristici “catoja”. Ma ho curiosato anche oltre i cancelli della Comunità di Mondo X che mi ha regalato qualche emozione in più della semplice visita ad un monastero.

COSA VEDERE A BADOLATO

Il punto di partenza per l’esplorazione del borgo è Piazza Castello, di cui ormai rimane solo il toponimo perché della fortezza non esiste più traccia, se non l’antica porta di accesso al paese.

piazza castello di badolato

TORRE CAMPANARIA

La torre, costruita nel 1539 e poi ristrutturata nel 2001, è una delle poche testimonianze del periodo medievale e rappresenta il punto più alto del borgo. Si trova precisamente sul corso principale di Badolato, Corso Umberto I, che taglia esattamente a metà il paese, la parte sinistra, più umida, definita “U Mancusu” e la parte destra più soleggiata e abitata, denominata “U destru”.

L’enorme campana, il cui suono si dice arrivava fino a Soverato, serviva per lanciare l’allarme e difendere il borgo dagli attacchi delle navi saracene. La leggenda racconta che a suonarla fosse un uomo sordo.

CHIESA DI SANTA CATERINA

Questa chiesa del XII secolo si trova nella parte sinistra del paese, dove potrai notare uno degli elementi architettonici tipici di Badolato: il “catojo”, antico magazzino che in passato rappresentava la ricchezza di una famiglia sulla cui porta spesso sono disegnate le corna di una capra, un simbolo contro l’invidia.

Il tipico catojo di badolato

La chiesa di Santa Caterina nasconde una storia un po’ curiosa che fa capire quanto gli abitanti fossero affezionati ai propri rioni e alle chiese. Alcune donne per evitare che il quadro custodito all’interno fosse portato a Catanzaro per il restauro, occuparono per alcuni giorni la chiesa costringendo gli addetti ad eseguire i lavori proprio lì.

Nei dintorni del rione di Santa Caterina, puoi scoprire uno dei vicoli più stretti del paese, la “Porterha” ossia una piccola porta larga 37 cm.

CHIESA DELL’IMMACOLATA

Questa chiesa del 1600, con una vista panoramica su tutta la costa ionica, è completamente staccata dal centro storico. A vederla dall’esterno sembra molto simile alla Cattolica di Stilo, di origine bizantina.

Devo essere sincera, non sono una grande fan delle chiese ma questa, proprio perchè me l’immaginavo come tutte le altre, mi ha sorpreso con i suoi vivaci colori dal blu all’arancione. E’ sicuramente la più bella che io abbia mai visto in Calabria.

cupola della chiesa dell'immacolata

CONVENTO DI S. MARIA DEGLI ANGELI

Se fai tappa a Badolato e dintorni, ti consiglio di fermarti qui almeno mezz’ora. Visitare questo monastero è un’esperienza che ti lascia qualcosa dentro e che ti fa riflettere sui veri valori della vita.

vista di badolato dal convento di santa maria degli angeli

Questo ex convento francescano del 1600 che si trova su una collinetta di fronte al borgo di Badolato, dal 1987 è la sede di una delle 18 Comunità di Mondo X, fondata negli anni ’60 da Padre Eligio Gelmini. Una comunità di vita per ragazzi con vari problemi alle spalle, spesso di tossicodipendenza.

convento di santa maria degli angeli a badolato

Il Convento ha due chiostri del 1600 e 1700 in uno dei quali è presente il simbolo di Mondo X, il gallo, che rappresenta il risveglio.

il simbolo della comunità di mondo x a badolato

La bellissima cappella dal cielo blu attualmente è un luogo di preghiera e custodisce un Cristo scolpito interamente in legno da Fra Diego da Careri, un frate vissuto nel monastero tra il 1638 e il 1646 che realizzò anche la pala d’altare della chiesa.

cupola convento di santa maria degli angeli a badolato

Cupola della Chiesa di Santa Maria degli Angeli

La Comunità di Mondo X è completamente isolata dal mondo. Niente musica, tv, internet, nessun rapporto con il mondo esterno. No, non siamo in un carcere, i sei ragazzi che vivono qui sono completamente liberi. Hanno periodicamente contatti con la propria famiglia e possono tornare a casa per un determinato periodo di tempo oppure farsi raggiungere dai genitori ogni sei mesi.

Il gruppo si occupa non solo dell’orto e del mantenimento dell’enorme giardino con una cura quasi maniacale ma svolge anche piccoli lavori di falegnameria e artigianato.

la falegnameria di mondo x a badolato

I veri valori su cui si fonda questa piccola comunità sono quelli della fratellanza, del confronto, del vivere di cose semplici, senza lussi.

Il loro motto è “Tempora tempera tempore” ossia tempera il tempo con il tempo. Per loro questa frase ha un grande significato, perché non si può pensare di entrare in comunità e risolvere i propri problemi in due mesi. 

Parlare con Francesco, il responsabile della Comunità, a tratti mi emoziona e mi fa riflettere sulla vita. Per un attimo mi sfiora il pensiero di voler stare qui per un po’ di tempo e staccarmi da una realtà in cui ormai possedere cose materiali è la cosa più importante. 

Ecco, per me venire qui, fare due chiacchiere con un giovane che si sente fortunato e vedere le sue mani segnate dal freddo e dal lavoro, sono cose che mi toccano dentro, soprattutto quando mi dice di aver trovato il proprio equilibrio.

DOVE MANGIARE: QUALCHE INDIRIZZO

A Badolato ci sono numerosi ristoranti dove puoi gustare piatti tipici calabresi. Io mi sono fermata al Catojo dello Spinetto e all’Agriturismo Zangarsa.

CATOJO DELLO SPINETTO

Via Regina Elena – Facebook: www.facebook.com/catojodellospinetto

Qui ho fatto una breve sosta a base di salame, pecorino e vino della casa per riprendere fiato dopo il sali e scendi nel borgo.

Questo piccolo ristorante in pietra, ricavato da un catojo, è un’oasi di relax con vista sul mare. Durante il periodo estivo, due chef francesi Paul Boudier e Albert Toutonche reinterpretano i piatti tradizionali calabresi utilizzando tutte le materie prime del territorio.

il catojo dello spinetto a badolato

AGRITURISMO ZANGARSA

Contrada Zangarsa – Facebook: www.facebook.com/agriturismo.zangarsa

A metà strada tra le bellissime spiagge di Badolato Marina e il borgo, l’agriturismo propone non solo i piatti tipici della tradizione calabrese ma offre anche la possibilità di godere della tranquillità di un ampio spazio verde circondato da ulivi plurisecolari.

agriturismo zangarsa a badolato

Se a tutto quello che hai visto, aggiungi il fatto che in 5 minuti puoi raggiungere un mare verde cristallino come questo, credo che ora hai una scusa in più per visitare Badolato.

il mare cristallino di badolato marina

Un ringraziamento particolare va a Guerino Nisticò dell’Associazione degli Operatori Turistici Riviera e Borghi degli Angeli che mi ha guidato alla scoperta di questo bellissimo borgo.

Questa associazione è un vero e proprio network di imprese locali tra cui hotel, b&b, case vacanze e ristoranti che cooperano tra di loro al fine di promuovere non solo il territorio ma anche valorizzare il patrimonio artistico e culturale.

2 commenti
    • luigina
      luigina dice:

      Ciao Eliana, credo proprio di sì. A me ha colpito particolarmente la Comunità di Mondo X. La storia di questi ragazzi e il loro modo di vivere sono cose che veramente ti fanno riflettere.

      Rispondi

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