Dove mangiare a Civita: i miei locali preferiti

ingresso del locale di hami e pimi

Civita è un piccolo scrigno che ti incanta non solo per i paesaggi mozzafiato del Parco Nazionale del Pollino ma anche per la cucina semplice legata alla tradizione albanese, fatta di prodotti genuini come formaggi, carne di capretto, pasta fatta in casa. Il tutto elaborato in ricette contadine ricche di quelle influenze balcaniche che danno a questi piatti poveri un carattere speciale.

Ecco quali sono i migliori locali dove mangiare a Civita.

HAMI E PIMI – Via Piave 4

Questo piccolo bistrot raffinato dall’atmosfera intima ti accoglie con musica jazz di sottofondo. Una piacevole sorpresa che non mi aspettavo di trovare proprio qui a Civita.

Il Sig. Francesco è una persona squisita e lo chef Mario ti sorprende rivisitando in modo creativo i prodotti locali e trasformandoli in opere d’arte.

I piatti che ho assaggiato sono un vero e proprio viaggio attraverso i 5 sensi. Non puoi assolutamente perderti:

• il negroni molecolare, da gustare a piccolissime dosi per via della sua alta concentrazione di alcool allo stato puro. Un budino che richiede una preparazione di circa 4 ore, insomma una cosa abbastanza complicata ma goduriosa.

• Un bruscone di pane con guanciale, olio, miele e noci da accompagnare eventualmente ad una spolverata di origano, per cui vai in estasi solo a sentire l’odore.

• Una millefoglie di pane servita su un piatto di ardesia nero, fatta di pane croccante, formaggio pecorino, confettura di cipolla di tropea, guanciale, fichi, nduja e prosciutto crudo.

 

RISTORANTE KAMASTRA – P.zza Municipio, 3/6 

Sono capitata in questo locale a pranzo, dopo le fatiche dell’escursione alle Gole del Raganello. Qui la cucina è un mix tra la gastronomia del Pollino e la tradizione arbëreshë, curata dal giovane chef Francesco Algieri e spiegata nei dettagli dal simpaticissimo avvocato Enzo Filardi.

Puoi assaggiare i piatti tipici della comunità albanese tra cui la “dromësat”, una sorta di cous-cous di acqua e farina poi cotto in un sugo di carne. L’antico rito prevede che la farina venga sparsa sulla spianatoia e poi “battezzata” con un rametto di origano e setacciata fino ad ottenere dei piccoli grumi di pasta.  

Al Kamastra io ho provato l’abbondante antipasto casereccio, la pasta fatta a mano con i funghi porcini e per la prima volta uno spezzatino di cinghiale. E per concludere una vera chicca: il liquore di piretto, che non è limoncello ma ci assomiglia. È di colore giallo oro con fragranti note agrumate, dal profumo inebriante e intenso. Il piretto è un mix tra un limone e un cedro e si chiama così per la sua forma allungata simile a quella di una pera.

Hai altri consigli su dove mangiare a Civita? Scrivimi qui sotto nei commenti!