Ex-Comac: da raffineria di quarzo a spazio creativo

la facciata dell'ex-comac

L’Ex-Comac, ex fabbrica di legname di Soverato, diventata spazio urbano vuoto e decadente per decenni, tra luglio e agosto ha respirato un’aria nuova. Grazie all’Associazione Superbo, questa struttura a cielo aperto di circa 1500 mq si è trasformata in un polo creativo unico nel suo genere.

 

Installazioni luminose che si accendono in base al ritmo della musica, cielo stellato, vecchie pedane colorate usate come tavolini. Tutti elementi che un po’ ti disorientano. Un mix tra vecchio e moderno. Dove mi trovo? A Berlino o a Soverato?

Incastonata nel centro cittadino con vista su uno dei mari più belli della Calabria, l’Ex-Comac è uno degli spazi architettonici che ho avuto la fortuna di fotografare nei suoi angoli più curiosi e nascosti.

E’ un luogo che ti affascina, con le sue perfette geometrie, le mura alte 4 metri e i suoi pilastri che si susseguono in fila indiana.

bellissimi pilastri dell'ex-comac

Passeggio lentamente all’interno di questa ex fabbrica e noto una finestra di legno dai vetri opachi. E’ difficile intravedere qualcosa, eppure ha qualcosa da raccontare. Una storia che ha quasi 100 anni.

ex-comac-finestra

Non tutti lo sanno ma l’Ex-Comac, prima di commerciare all’ingrosso legname e materiale da costruzione,  negli anni ’30 era una raffineria di quarzo, che veniva estratto in una miniera di Davoli. Infatti, gli abitanti più anziani di Soverato la ricordano con malinconia come “u quarzu”.

Una storia di cui non esiste più traccia se non il molo sotterrato dalla sabbia, nei pressi della baracca dei pescatori, che serviva come attracco per le navi che trasportavano il semilavorato alle varie industrie sparse in giro per l’Italia.

Questo spazio industriale è rimasto senza identità per decenni fino all’iniziativa dell’Associazione Superbo, costituita da 3 ragazze che hanno saputo rivitalizzare questo vecchio capannone abbandonato.

Unite dalla voglia di fare qualcosa per la propria terra e dall’idea di restituire ai cittadini di Soverato una struttura storica, simbolo di archeologia industriale, Federica, Maria Francesca e Debora grazie all’investimento di fondi personali e a qualche piccolo sponsor locale sono riuscite a trasformare dei ruderi in un laboratorio culturale senza precedenti in Calabria.

Sicuramente ti starai chiedendo perchè scrivo questo post dopo quasi tre mesi. E’ una sorta di SOS virtuale lanciato all’amministrazione comunale di Soverato. Vorrei che questo vecchio edificio riprendesse vita come è successo quest’estate e non fosse abbandonato al suo tragico destino.

Uno spazio che ha grosse potenzialità e che è stato oggetto di vari progetti rimasti finora solo su carta, tra cui uno vincitore di un premio a livello internazionale.

Proseguo la mia passeggiata. Una serie di installazioni luminose sono posizionate dietro la fila di pilastri in mattoni. Si accendono in base ai ritmi fluttuanti della musica elettronica che esce dalle casse.

ex-comac-installazioni

L’ atmosfera è particolare, la luce illumina a tratti la struttura semi buia. Sembra di stare in uno dei quartieri semi deserti di una capitale europea.

Ma la cosa più bella è che sopra di te non c’è un tetto ma le stelle che brillano.

sera-ex-comac

 

ex-comac-sera

I miei occhi sono attratti dal food truck e dai suo colori accesi. Il mio olfatto mi suggerisce che qui si cucina qualcosa di buono.

ex-comac-food

La sera successiva torno di nuovo qui. Ho modo di scrutare fino in fondo questa fabbrica abbandonata. Ogni giorno, la scena che ho davanti a me non è mai la stessa e questa cosa mi piace. E’ un luogo che si evolve.

ingresso-ex-comac

Questa volta assisto tra uno scatto e l’altro alla creazione di Massimo Sirelli. Calabrese di nascita e torinese di adozione ha sempre avuto la fissa dei robot.

Per l’Ex-Comac ha costruito Cassius, ispirandosi al celebre Cassiodoro, che nel golfo di Squillace lasciò molte tracce. Un robot alto 5 metri, costruito riciclando circa 500 cassette di frutta come fossero mattoncini lego. Questo gigante di plastica con i suoi occhi luminosi ha osservato dall’alto tutti i curiosi che passavano da lì.

cassius-ex-comac

Una calda giornata di luglio cala sui ruderi della fabbrica. Non posso fare a meno di rimanere incantata dalle sue mura sospese verso il cielo, pennellato di rosa dal tramonto che piano piano scende su Soverato.

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