Musaba: un’esplosione di arte e colori

il simbolo del musaba: il concetto universale

Il Musaba è un concentrato di arte contemporanea nascosto ai piedi dell’Aspromonte, a Mammola, in provincia di Reggio Calabria. E’ il secondo museo più visitato della regione con circa 25 mila visitatori l’anno dopo i Bronzi di Riace. Questo enorme patrimonio artistico sorge su un antico complesso monastico che gli artisti internazionali Nik Spatari e Hiske Maas hanno trasformato in 45 anni in un parco delle meraviglie.

Un museo surreale il Musaba, intravisto sempre di sfuggita ogni volta che andavo a trovare i miei nonni e che mi ha sempre incuriosito per le sue curiose opere all’aperto, visibili dalla superstrada che collega lo Jonio al Tirreno. In primis quello che io chiamo ironicamente “l’arlecchino”. In realtà, questa scultura dell’artista calabrese Italo Sganga si chiama “Fireman” ed è ispirata alla protettrice Santa Barbara che sembra voler proteggere dai fulmini e dalle fiamme il Parco museo.

La scultura del musaba visibile dalla superstrada

Arrivata a destinazione, sinceramente mi aspettavo di dover pagare un biglietto e invece no. C’è semplicemente un cancello che è la porta d’ingresso di questo museo a cielo aperto di 7 ettari.

A darmi il benvenuto al Museo di Santa Barbara c’è una sorta di mappamondo di mosaico diviso a metà.

la scultura che ti accoglie al musaba

I miei occhi non sanno veramente dove guardare, sono solo catalizzati dai colori più accesi e dalle bizzarre installazioni sparse per il parco.

E’ un luogo dove l’ambiente, l’architettura e l’arte contemporanea si incastrano perfettamente creando un mix perfetto tra l’antico e il moderno.

Dopo una breve passeggiata, entro nella foresteria, un labirinto vivace pieno di stanze adibito sia a zona residenziale sia a laboratorio, dove Nik Spatari organizza delle attività formative stimolando la creatività dei giovani artisti provenienti da tutto il mondo.

gli interni della foresteria del musaba

veduta dall'alto della foresteria del musaba

Arrivata all’interno del chiostro, mi ritrovo circondata da pareti di mosaico costituite da un’infinità di tasselli colorati, che danno vita a scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.

le pareti di mosaico del musaba

Al centro, l’artista calabrese ha realizzato la scultura “L’ombra della Sera”, un omone di ferro alto 15 metri che si allunga verso il cielo, incatenato tra i cavi di acciaio che lo sorreggono per non farlo precipitare.

l'ombra della sera del musaba

Da ogni angolo del Musaba spunta un’opera da osservare, come la “Donna Fontana” realizzata nel 1987 da Stevie Kerwin. La curiosa scultura, raffigura una donna dalle forme sinuose e dai riccioli di ferro che nel 2006 Nik Spatari, grazie all’aiuto di studenti e volontari internazionali, ha ricoperto con frammenti di ceramica colorata.

la scultura della donna fontana all'interno del parco musaba

Ma il simbolo del Musaba è il “Concetto Universale”: una serie di raggi solari colorati che si elevano all’infinito, che puoi vedere nella foto in evidenza del post.

Tra il verde degli ulivi, mi avvio verso la Rosa dei venti, lo spazio museale dove sono custodite le opere del grande artista. Ad attendermi c’è Hiske Maas, la sua musa ispiratrice.

la rosa dei venti del musaba

Da qui mi sposto nella chiesa di Santa Barbara, dove sono avvolta dalla luce abbagliante delle vetrate dai mille colori.

le vetrate del musaba

Rimango con gli occhi incollati sul soffitto quando vedo “Il Sogno di Giacobbe“, la Cappella Sistina calabrese, che niente ha da invidiare a quella di Michelangelo.

il sogno di giacobbe del musaba

Un gigantesco dipinto tridimensionale lungo 14 metri, realizzato da Nik Spatari in cinque anni.  Le figure umane sono ritagliate su fogli di legno leggero, dipinte e poi applicate come rilievi sospesi nell’aria.

I dettagli del sogno di giacobbe all'interno del musaba

IL PROGETTO DI NIK SPATARI E HISKE MAAS

I due artisti si sono conosciuti a Parigi negli anni ’60 e da allora non si sono più lasciati.

Insieme, nel 1969 hanno intrapreso un progetto che è in continua evoluzione. Hanno trasformato con le loro mani un luogo abbandonato e pieno di macerie in un museo colorato a cielo aperto, riciclando i materiali del territorio.

Un posto che ha attraversato millenni di storia e che è rinato grazie all’impegno dei due artisti. Infatti, il parco museo laboratorio si sviluppa attorno ai resti di un antico complesso certosino del quarto secolo.

Nike Spatari e Hiske Maas rappresentano una coppia coraggiosa che non si è mai arresa e che continua ad andare avanti nonostante i bastoni tra le ruote.

Il Musaba è un’esperienza visuale unica al mondo, non credo esista qualcosa di simile. Entrare in questo enorme parco museo laboratorio, significa non solo avventurarsi in 7 ettari di natura, archeologia e arte, quanto sostenere un progetto che può rilanciare la zona dell’Aspromonte, spesso emarginata e sottovalutata ma che conserva un enorme patrimonio culturale e artistico.

INFORMAZIONI UTILI

  • Il contributo d’ingresso al parco è di 8 euro per gli adulti e per i bambini fino ai 5 anni è gratuito. Comprende la visita della Rosa dei Venti e dell’ex Chiesa di Santa Barbara che all’interno custodisce il Sogno di Giacobbe.
  • Il Musaba è aperto tutto l’anno, da lunedì a domenica. Nel periodo autunno/inverno dalle ore 9.00 alle 14.00, in primavera ed estate dalle ore 9.00 alle 18.00.
  • Per maggiori informazioni visita il sito http://www.musaba.org/

COME RAGGIUNGERE IL MUSABA

  • Autostrada Salerno – Reggio Calabria: uscire a ROSARNO, imboccare la superstrada Jonio-Tirreno in direzione di MARINA GIOIOSA JONICA, uscire allo svincolo MAMMOLA e seguire la segnaletica per il Musaba
  • Statale 106 Jonica: Imboccare la Superstrada Jonio-Tirreno, uscire allo svincolo MAMMOLA e seguire la segnaletica per il Musaba.
2 commenti
  1. Gianni Ianni
    Gianni Ianni dice:

    Un capolavoro assoluto dell’arte che imita la vita…quella dove i colori sono ansie e gioie, paure e sorrisi. La trama di una grande torre di babele che Dio non vuole buttare giù perché nemmeno lui sarebbe in grado di riprodurre tale bellezza.

    Rispondi
    • luigina
      luigina dice:

      Ciao Gianni, grazie per aver letto il mio post. Sono perfettamente d’accordo con te. Nik Spatari, nonostante dall’età di 11 anni se non ricordo male sia sordomuto, è riuscito a creare qualcosa di unico nel panorama nazionale e internazionale. Ha 88 anni e continua a lavorare con la stessa passione di quando ha iniziato questo progetto. Mi dispiace solo di non averlo conosciuto personalmente.

      Rispondi

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