Pentedattilo: alla scoperta del borgo fantasma

pentedattilo borgo fantasma

Case di pietra incastonate tra le rocce, mare all’orizzonte, profumo di bergamotto e leggende misteriose. Tutto questo è il borgo fantasma di Pentedattilo, a pochi chilometri dal centro reggino di  Melito Porto Salvo.

 

Pentedattilo l’ho scoperto a dicembre, in occasione del Villaggio di Natale, organizzato dall’Associazione Pro Pentedattilo Onlus insieme ai numerosi volontari del posto, tra cui Ines che mi ha fatto da cicerone.

Di questo piccolo paese dell’area Grecanica, ai piedi dell’Aspromonte, sapevo che era stato definito come il “borgo fantasma” per via del suo completo spopolamento negli anni ’50-’60.

Quello che non sapevo è che mi sarei trovata davanti una scena surreale, una di quelle che stenti a crederci fino a quando non la vedi con i tuoi occhi.

Un presepe di case costruite tra le rocce, adagiate ai piedi del Monte Calvario, un enorme masso simile ad una mano ciclopica, le cui 5 dita spiegano l’origine del nome di Pentedattilo. Ormai per via dell’erosione non sono più evidenti, ma più mi avvicino, più l’impatto visivo è così forte che penso a come la natura abbia creato questa meraviglia.

il monte calvario di Pentedattilo borgo fantasma

Il suo fascino storico e naturalistico ha conquistato scrittori e artisti dell’800, che nei loro viaggi in giro per la Calabria gli hanno sempre dedicato un pensiero o un disegno, tra cui Norman Douglas, Edward Lear e Maurits Cornelis Escher.

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COSA FARE E VEDERE A PENTEDATTILO

  • Fai un giro nelle piccole botteghe artigiane, le uniche a tenere vivo il paese durante tutto l’anno. Ti consiglio di fare una visita a quella di Emilia e Carmelo che nel loro piccolo negozio di souvenir hanno allestito una sala con gli abiti da sposa dei genitori di Emilia insieme al corredo. 

    Da non perdere neanche l’assaggio di due liquori top del territorio, il kephas e il noto bergamotto. Il primo, molto amato dalle donne per il gusto e la gradazione, è un digestivo a base di 3 erbe aromatiche che nascono spontaneamente nell’area grecanica: alloro, finocchio e liquirizia. Per la sua composizione aromatica assomiglia un po’ al classico Amaro del Capo, che sicuramente conoscerai, ma quel tocco di liquirizia lo rende leggermente più dolce e amabile.

  • La chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo che conserva la lapide della famiglia Alberti, protagonista della tragica strage del 1686, causata da motivazioni sentimentali dallo stile quasi shakespeariano che hanno avvolto nella leggenda il borgo.

  • Il Museo delle Tradizioni Popolari che custodisce al suo interno oggetti e materiali tipici della tradizione contadina

  • Il piccolo Museo del Bergamotto che conserva dei reperti della lavorazione dell’agrume tipico della provincia di Reggio Calabria

  • L’affresco di San Cristofaro. Quest’opera che si trova appena fuori dal centro abitato, fu realizzata molto probabilmente alla fine del ‘700. L’autore è ignoto ma i colori e la tecnica sono identici all’affresco che si trova nella Villa Caristo di Stignano, bellissima dimora settecentesca e unico esempio di arte barocca in Calabria.

Questo dipinto è stato posto sotto quella roccia perché la leggenda narra che San Cristoforo era un uomo molto forte. Finché il Santo sarà lì, terrà sulle spalle il peso dell’enorme masso. Ad osservarlo da lontano ti vengono un po’ i brividi e ti chiedi come questa pietra stia in equilibrio senza crollare.

  • Il castello degli Alberti, circondato dal verde e dalla roccia, di cui oggi rimane solo qualche rudere.

LA LEGGENDA DI PENTEDATTILO

La leggenda di Pentedattilo ruota tutta intorno alla fortezza e alla tragica storia che vede protagonista la famiglia Alberti, feudatari di Pentedattilo nel 1600 e Bernardino Abenavoli, barone di Montebello.

Il suo amore passionale per Antonietta Alberti, promessa in sposa a Petrillo Cortes dal fratello Lorenzo, lo portò ad organizzare la vendetta e a trucidare tutta la famiglia durante i festeggiamenti pasquali che si tennero nel castello il 16 aprile 1686. Il barone Abenavoli salvò solo Antonietta che fu rapita insieme al suo futuro marito e portata a Montebello. I due si sposarono dopo tre giorni ma il matrimonio fu annullato successivamente dalla Sacra Rota.

La leggenda racconta che nelle sere d’inverno tra le rocce di Pentedattilo si ascoltino le urla di dolore del marchese Lorenzo Alberti.

EVENTI DI INTERESSE A PENTEDATTILO E DINTORNI

Pentedattilo lo puoi scoprire durante tutto l’anno ma ci sono due eventi organizzati orientativamente a dicembre e ad agosto che richiamano visitatori e giovani registi da tutto il mondo.

PENTEDATTILO FILM FESTIVAL

Dal 2006 il borgo fantasma ospita la rassegna Internazionale dedicata ai cortometraggi. Un cinema a cielo aperto in cui le case, ormai disabitate, sono usate come sale cinematografiche e la chiesa come luogo d’incontro per workshop, convegni e dibattiti tra artisti provenienti da tutto il mondo.

locandina pentedattilo film festival

Un evento culturale che porta in questo piccolo scrigno calabrese non solo un po’ di movimento ma anche una soffiata di modernità che si fonde al respiro di millenni di storia antica.

Lo scorso anno il festival è stato organizzato dal 7 all’11 dicembre. Per rimanere aggiornato ti consiglio di dare un’occhiata al sito http://www.pentedattilofilmfestival.net/.

PALEARIZA FESTIVAL

Il Paleriza Festival è un altro evento internazionale dedicato alla cultura grecanica, in particolar modo alla musica. E’ una rassegna itinerante che parte da Reggio Calabria e poi tocca i suggestivi borghi della provincia, tra cui Condofuri, Roghudi e tanti altri per poi terminare a Bova, uno dei borghi più belli d’Italia.

L’obiettivo di questa manifestazione è quello di valorizzare il Parco culturale della Calabria grecanica, attraverso dei corsi di lingua greca e l’organizzazione di rappresentazioni teatrali, workshop, mostre e percorsi di trekking per far conoscere le aree interne del territorio.

Per maggiori informazioni visita il sito www.paleariza.it.

COME ARRIVARE A PENTEDATTILO

  • Da nord. Percorrere tutta la strada statale 106 Jonica/E90 fino ad arrivare a Melito Porto Salvo. Da qui prendere lo svincolo per Annà seguendo le indicazioni per Pentedattilo fino ad arrivare al piccolo parcheggio.
  • Da sud. Segui la strada statale 106 Jonica/E90 fino a Saline Joniche in direzione Borgata di Sant’Elia. Prendi via Nazionale e poi imbocca la strada per Pentedattilo.

Sei mai stato a Pentedattilo? Raccontami la tua esperienza qui sotto nei commenti!