La gioia di tornare a casa e l’irrefrenabile voglia di ripartire

voglia di partire

Hai presente quei post che nascono dal nulla? Ecco questo è uno di quelli. A volte uscire dal “recinto” del calendario editoriale mi fa sentire libera. Un post che ho scritto di getto, per tirare fuori tutto quello che ho dentro e che a volte non riesco a tenere per me.

 

Non so se ti capita, ma da un po’ di tempo l’unica cosa che mi viene in mente è di comprare un biglietto aereo e partire da sola. Sogno ad occhi aperti leggendo altri post e vado a curiosare le offerte dei voli.

E’ passato più di un anno dall’ultimo viaggio e oggi la sensazione è quella di sentirmi incatenata e sempre di corsa, come un topolino che gira sulla ruota. Faccio fatica a trovare tempo per me stessa e per la fotografia.

Prendermi cura del blog non è semplice. Non si tratta solo di scrivere, cercare informazioni, scegliere tra le centinaia di foto e ottimizzarle dal punto di vista seo. C’è tutta la parte social che vuoi o non vuoi devi pianificare, altrimenti passi le tue giornate a convivere con il tuo computer. E io di certo non sono una persona che ama stare 8 ore su una sedia.

Nell’ultimo periodo mi è capitato più volte di voler tornare indietro con il tempo. Il 22 giugno dello scorso anno sono tornata a casa mia e mi sono sentita in pace con me stessa. Sapevo che stavo facendo la cosa giusta per me, volevo stare bene e quel semplice gesto ha cambiato la mia vita per sempre. 

Vivere per due mesi a Tenerife è stata una prova per capire se volevo continuare a stare male oppure dimenticare tutto quello che era successo negli anni e ripartire da 0. Io ho scelto di fare reset e iniziare un nuovo percorso di vita.

Quando sono rientrata ero felice, mi sentivo più leggera e più forte perché avevo affrontato i miei limiti. Avevo la percezione di non trovarmi a Soverato ma in una nuova città.

Questi sono gli effetti positivi di un viaggio, durano per un paio di mesi e poi svaniscono. Ora a distanza di un anno ripartirei di nuovo. Sento quell’irrefrenabile voglia di comprare un biglietto aereo e starmene in giro per un po’ da sola, isolata dal mondo e a contatto con me stessa.

Perché da sola? Ti ho già raccontato quali sono i motivi per viaggiare in solitaria e ora che sto scoprendo la Calabria con il mio ragazzo ti posso dire che non è la stessa cosa.

Io sono sempre stata autonoma in tutto e viaggiare con un’altra persona a volte mi fa sentire limitata nei movimenti.

Lì a Tenerife ero libera di girarmi l’intera isola con la guagua. Non dovevo chiedere niente a nessuno, compravo il biglietto e mi dirigevo verso la mia meta, con i miei tempi.

Viaggiare in Calabria con i mezzi non è una passeggiata di salute. Potresti impiegare ore per raggiungere una destinazione e non è neanche detto che tu ci possa arrivare.

Ma per quanto possa essere bella la mia terra, viaggiare significa uscire dalla zona di comfort e se non ti allontani da casa sarà un po’ difficile che accada.

La crescita personale avviene nel momento in cui combatti l’ansia di esplorare un nuovo posto o quello in cui parli in un’altra lingua, sperando che l’altra persona comprenda quello che dici. Quando pensi di esserti persa e invece alla fine ritrovi la strada.

Erano tutte queste cose che giorno per giorno alimentavano la mia felicità e ora mi piacerebbe riprovare quelle emozioni.

Seguite l’impulso del momento e salite su un aereo o fate il pieno alla macchina e partite. La meta non ha importanza. L’obiettivo è viaggiare con poco bagaglio, stendere le ali e mettere alla prova la vostra capacità di mollare tutto. Lanciarsi istintivamente in un’avventura e allontanarsi per un po’ dalla propria vita è una sensazione straordinaria di libertà.

Lynn Gordon 

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