Attimi di felicità del mio volo in parapendio

Piccoli attimi di felicità del mio volo in parapendio

La felicità di volare in parapendio è difficile spiegarla a parole. Devi stare lassù per capire che puoi guardare il mondo con occhi diversi, proprio come quelli di una bambina.

 

Se non l’avessi fatto veramente non avrei mai creduto che una come me avrebbe provato questa esperienza.

In un pomeriggio di aprile, leggo su internet un articolo sulla Festa dell’Aria a Pizzo Calabro, appuntamento annuale organizzato per gli amanti del parapendio e per coloro che vogliono provare emozioni forti, volando in biposto con altri piloti.

Fin da subito ho l’istinto di buttarmi a capofitto su questa esperienza. Sono eccitata dal fatto di poter fare una cosa fuori dagli schemi.

ALLA RICERCA DELLA FELICITA’

Finalmente per la prima volta esco dalla mia zona di comfort, quella campana di vetro in cui ti senti protetta dai pericoli esterni e soprattutto dal giudizio altrui. E’ proprio quest’ultima cosa a bloccarmi, ho paura che gli altri non approvino le mie scelte.

Quando comincio a capire che la vita è mia ed è fatta per essere vissuta, è il momento giusto per concedermi dei momenti di felicità, liberi dai vincoli mentali che la società piano piano mi ha imposto.

“La felicità esiste. E’ qualcosa che si cerca lungo le vie del mondo come nel profondo del nostro cuore. Si cerca con nuovi occhi e nuove esperienze. E’ lì fuori da qualche parte e ognuno di noi ha la sua”

Francesco Grandis

IN VIAGGIO VERSO PIZZO CALABRO

Durante il viaggio sono molto agitata, piena di dubbi e la vocina dentro di me mi dice che sono ancora in tempo per ripensarci, ma decido di non ascoltarla.

Arrivati a Pizzo Calabro, dopo un po’ di ricerche, troviamo il lido Oasi, dove si trova la pista di atterraggio. Quella che percepisco è un’atmosfera friendly: un gazebo che ripara dal sole un gruppo di persone, una tenda da campeggio e un paio di ragazzi che caricano la loro attrezzatura su un furgoncino.

Decidiamo di avvicinarci a loro, un po’ spaesati e timorosi, ma alla fine facciamo conoscenza e saliamo insieme per arrivare alla pista di decollo.

Intanto l’ansia è sempre più forte, ma le chiacchiere mi aiutano a non pensare a quello che farò.

Dopo venti minuti di macchina, arriviamo vicino la pista. Qui, sento solo il rumore leggero dei ragazzi che con la loro vela si staccano da terra e iniziano a librare nell’aria.

sento solo il rumore leggero dei ragazzi che, con la loro vela si staccano da terra e iniziano a librare nell’aria.

IL MIO VOLO IN PARAPENDIO

Inizia la fase della preparazione: casco in testa, imbracature varie e un k-way prestato da Elia.

Un attimo di panico: la vela è spiegata per terra, ci sono tantissimi fili, ma se c’è qualche intreccio cosa succede? Decido di non pensarci e di non chiedere, ma soprattutto di fidarmi.

Momenti di panico prima del volo

Ci siamo, Salvo mi affida la webcam, parte il video.

L’ansia sparisce, non si sa come, sono curiosa di sapere cosa si prova a stare lassù.

Il mio compagno di volo mi raccomanda solo di correre fino a quando non tocco più per terra. Ancora qualche secondo e dopo una leggera corsa, inizio a  VOLARE!!!!

Non ci sono parole per descrivere cosa provo, il mio sorriso parla da solo.

Non ci sono parole per descrivere cosa provo, il mio sorriso parla da solo

Mi sento leggera, libera dai pensieri e dalle paure, felice e stranamente al sicuro, anche se sto a 300 metri di altezza.

l'ebbrezza del wing over

Vorrei che il mio volo durasse un po’ di più, solo per prolungare questi attimi di spensieratezza e di felicità.

L’atterraggio è sicuramente diverso da quello che mi aspetto. Appena poggio i piedi per terra, mi adagio sul prato verde morbido, ammortizzata dallo zaino che è dietro di me.

Appena poggio i piedi per terra, mi adagio su quel prato verde morbido, ammortizzata dallo zaino che è dietro di me

Stare lassù mi ha cambiato in un modo o nell’altro, per un attimo sono tornata bambina. Lo sono ancora di più quando guardo il video e osservo il momento in cui sorrido, alzo il pollice e mi giro da una parte all’altra per verificare che è tutto ok.

Lo rivedo spesso, solo per rivivere quei pochi secondi, che mi cambiano decisamente la giornata. Se gli dai un’occhiata puoi sicuramente capire quello di cui sto parlando.

Il mio primo volo in parapendio – Festa dell’Aria – Pizzo Calabro – 3 maggio 2015 from luigina la rizza on Vimeo.

RIFLESSIONI

Da questa esperienza, ho sicuramente imparato qualcosa. Devo seguire il mio istinto, essere me stessa e non pensare al giudizio degli altri. Per quanto siano persone importanti nella mia vita, non è giusto che la influenzino. Ne esiste solo una e vale la pena viverla!

“L’unico modo per trovare la felicità è quello di rischiare di essere completamente se stessi” Condividi il Tweet

E tu come sei uscito dalla zona di comfort? Raccontami la tua esperienza lasciandomi un commento qui sotto.

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