pietra cappa aspromonte

Pietra Cappa è uno dei luoghi più suggestivi che io abbia visto finora. Non è solo il monolite più alto d’Europa ma è il luogo simbolo del Parco Nazionale d’Aspromonte, candidato al riconoscimento come Geoparco dell’Unesco. Un territorio selvaggio e all’apparenza chiuso al resto del mondo. Un lembo di Calabria capace di mostrare la sua infinita bellezza solo a chi è in grado di guardarla veramente con il cuore, andando oltre i pregiudizi e le paure che in tutti questi decenni hanno nascosto questo paesaggio unico e indescrivibile.

Oggi ti porto con me alla scoperta di Pietra Cappa e della Vallata delle Grandi Pietre, ti do tutti i consigli per affrontare il percorso e a chi rivolgerti per organizzare l’escursione. Sei pronta?

PIETRA CAPPA: TRA STORIA E LEGGENDA

pietra cappa e il panorama sull'aspromonte

Il versante orientale del Parco Nazionale d’Aspromonte è caratterizzato dalla presenza di enormi massi rocciosi dalle forme veramente curiose. La regina è di sicuro Pietra Cappa. Il monolite, al confine tra San Luca e Careri, è alto 140 metri e occupa una superficie di quattro ettari di terreno.

Il suo nome ha origini antichissime. In alcuni documenti medievali è citata come pietra “Gauca” cioè pietra vuota. Un toponimo che contraddistingue tutta la Vallata delle Grandi Pietre, piena di grotte frequentate nell’antichità da monaci basiliani.

Attorno alla nascita di Pietra Cappa ruotano numerose leggende. Quella più nota racconta che Gesù, arrivato ai piedi dell’Aspromonte insieme ai suoi discepoli, chiese loro di raccogliere dei massi per fare penitenza. Pietro raccolse solo un piccolo ciottolo e quando Gesù trasformò i massi raccolti in fumanti pagnotte capì la lezione. Lasciò lì quel sasso per ricordarsi del proprio errore e poi lo sfiorò con un dito facendolo lievitare così tanto fino a trasformarlo nel gigante masso.

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La storia del monolite è connessa anche al mistero dei Cavalieri Templari. Si racconta che la zona in cui si trova Pietra Cappa fosse la patria della Decima Legione Fretense, nella quale militava il legionario che trafisse con la lancia il costato di Gesù.

Secondo un altro racconto il gigante di pietra fu anche il punto di partenza dei monaci che fondarono l’ordine di Sion, i quali ebbero la rivelazione del Sacro Graal, la simbolica coppa del sangue di Cristo.

TREKKING IN ASPROMONTE: DA PIETRA CAPPA ALLE ROCCE DI SAN PIETRO

L’escursione nella Vallata delle Grandi Pietre è stata una delle esperienze più belle di trekking, sia dal punto di vista paesaggistico che dal punto di vista umano.

Ho seguito questo sentiero insieme ad altre otto persone cercando di trasmettere un unico messaggio: l’amore e la curiosità per la nostra terra. Ho raccontato alcuni pezzi della mia vita, dei due mesi a Tenerife e di come è nato questo blog. E poi alla fine della giornata anziché tornare a Soverato sono approdata a Reggio Calabria. Ho perso il treno per colpa di alcune mucche che ci hanno bloccato durante il percorso, ma questa è un’altra storia che ti racconterò tra qualche riga.

Il cammino verso Pietra Cappa inizia su una strada sterrata, tra piante di erica, corbezzolo e menta. Dopo aver attraversato il letto di un torrente, affrontiamo una salita che ci porta verso il Casello di San Giorgio, punto di inizio del percorso ad anello. La vegetazione cambia e incontriamo i primi alberi di castagno millenari distrutti da incendi e intemperie.

Dopo un po’ cominciamo ad intravedere la figura del “panettone” di pietra che da quel momento in poi ci fa sempre compagnia. C’è chi vede nel monolite una sfinge, chi un elefante senza proboscide, chi un volto umano con qualche ciuffetto verde che spunta qua e là sulla testa. Insomma la regina dell’Aspromonte lascia molto spazio all’immaginazione.

pietra cappa aspromonte

Pietra Cappa Photo credits Giuseppe Caridi

Dopo la pausa pranzo consumata ai piedi del gigantesco masso riprendiamo il cammino verso le Rocce di San Pietro, un altro complesso di pietre sede di insediamenti costruiti tra il IX e il XII secolo dai monaci basiliani.

COME ORGANIZZARE L’ESCURSIONE A PIETRA CAPPA

Se vuoi raggiungere Pietra Cappa ti consiglio sempre di unirti ad un gruppo di escursionisti, il percorso a tratti non è facile e manca la copertura telefonica.

Io ho partecipato all’escursione organizzata da Lillo Aloi, guida ambientale escursionistica associata ad AIGAE (tel. 329 8054562). In alternativa puoi rivolgerti alle seguenti associazioni:

  • Cai Reggio Calabria (Facebook – tel. 333 5354074)
  • Aspromonte Wild (Facebook – tel. 347 647 6347)
  • Cooperativa Naturaliter (tel. 346 3046799)
  • Misafumera Trekking (Facebook – tel. 347 080 4515)
  • Boschetto Fiorito (Facebook – tel. 329 776 1705)
  • Pro Loco di Careri (tel. 329 9628667)

Per quanto riguarda l’attrezzatura ti suggerisco di portare con te degli scarponi alti da trekking, uno zaino, almeno 1,5 lt di acqua e qualche snack energetico.

COME ARRIVARE A PIETRA CAPPA

Se vuoi scoprire il monolite più alto d’Europa e tutta la vallata delle Grandi Pietre puoi seguire due percorsi: il primo è quello che parte da San Luca, il secondo dal paese di Natile Vecchio, frazione del comune di Careri. Entrambi gli itinerari richiedono un buon allenamento fisico considerando la durata di circa 6 ore e il dislivello. Ti allego qui la mappa in pdf dell’anello di Pietra Cappa scaricato dal sito del Parco Nazionale d’Aspromonte.

ITINERARIO SAN LUCA – PIETRA CAPPA – ROCCE DI SAN PIETRO

Questo è il sentiero che abbiamo percorso insieme al gruppo in escursione. Da Bianco prendi la strada per San Luca/Bosco di Sant’Ippolito. Una volta superato il comune del paese, prosegui su Via Carrubbara. Subito dopo Pietra Lunga, sulla destra c’è un bivio, fermati lì con la macchina e poi prosegui a piedi. Dalla deviazione devi percorrere 3 km per raggiungere il Casello Ex Afor di San Giorgio, punto di inizio dell’itinerario.

INFORMAZIONI PRATICHE

  • Lunghezza: circa 8 km
  • Dislivello: 400 metri
  • Durata stimata: 6 ore
  • Difficoltà: E (escursionistica)
  • Periodo ideale: tutto l’anno

ITINERARIO NATILE VECCHIO –ROCCE DI SAN PIETRO – PIETRA CAPPA

Il sentiero da Natile Vecchio parte dalla piazza del paese. Subito dopo il bar, prendi la piccola strada in salita e segui sempre la segnaletica rossa e bianca. Dopo circa un’oretta di cammino fai una deviazione per raggiungere le Rocce di San Pietro e Pietra Tonda. Da qui riprendi il percorso principale, prosegui verso Pietra Cappa e poi ritorna sul cammino percorso all’andata.

Vuoi dare uno sguardo dall’alto a Pietra Cappa e a tutta la vallata delle Grandi Pietre? Ecco il video del Parco Nazionale d’Aspromonte!