civita pollino calabria

Quando nel 2016 sono stata per la prima volta a Civita non immaginavo che mi sarei innamorata di questo piccolo borgo della Calabria a un’ora da Cosenza. L’unico appuntamento del weekend era il canyoning tra le Gole del Raganello: avrei camminato in acqua per più di tre ore in uno degli angoli più incontaminati della mia terra, alla ricerca di quel silenzio e quella lentezza che per tanti anni mi sono mancati. Li ho ritrovati qui, in questo paese dall’anima arbëresh incastonato ai piedi del Parco Nazionale del Pollino, l’area naturalistica più grande d’Italia nonchè Geoparco Unesco.

Civita oltre a far parte dei borghi più belli d’Italia e aver ottenuto la bandiera arancione del Touring Club Italiano è una delle comunità albanesi più antiche del nostro Paese. L’arbëreshe è insegnato a scuola, è presente nella toponomastica e gli abitanti conservano ancora oggi le antiche tradizioni, dal rito greco-bizantino alla cucina fino alla danza, soprattutto in occasione delle festività pasquali.

Il martedì dopo Pasqua si celebrano le cosiddette “Vallje“, danze popolari che rievocano la vittoria di Skanderberg e del suo piccolo esercito contro i turchi guidati da Balabano. Un grande attaccamento alle radici e alla propria identità che ha ispirato anche il film “Arbëria” della regista calabrese Francesca Olivieri.

LE ORIGINI DI CIVITA

Civita è stata fondata nel 1471 da profughi albanesi giunti sulla costa calabrese dopo la morte dell’eroe nazionale Giorgio Castriota Skanderberg. Un grande esodo nel sud Italia che nel tempo ha dato origine all’Arbëria, una grande comunità con 50 isole etnolinguistiche di cui 35 si trovano in Calabria, distribuite nella provincia di Cosenza, Crotone e Catanzaro.

Sull’origine del nome di Civita secondo alcuni sembra derivi dalla parola albanese “Çifti” che significa paio o coppia e spiegherebbe la struttura urbanistica formata dai due rioni, Sant’Antonio e Magazzeno. Secondo l’altra versione, il nome proviene da “qifti” cioè aquila, da cui la denominazione “Nido d’Aquila” per via della suggestiva posizione del borgo del Pollino.

CIVITA: COSA FARE E VEDERE IN UNO DEI BORGHI PIÚ BELLI DELLA CALABRIA

Civita è una delle mete che ho inserito all’interno dell’itinerario on the road in Calabria e se sei un’appassionata di trekking come me è un’ottima base per moltissime escursioni sul Pollino. Da Colle Marcione partono diversi sentieri escursionisti che portano fino al Monte Manfriana (1.981 metri) passando per Timpa del Principe, per poi proseguire fino alla vetta più alta dell’Appennino Meridionale a quota 2.267 metri di altezza: il Serra Dolcedorme.

MUSEO ETNICO ARBËRESH

P.zza Municipio – tel. 0981/73032- 73150 – sito web: meamemoria.it

museo albanese civita pollino calabria

 

Il Museo Etnico albanese di Civita è stato creato nel 1989 dall’Associazione Culturale “Gennaro Placco” con l’obiettivo di mantenere e valorizzare l’identità culturale della minoranza etnica albanese.

Il percorso espositivo è sviluppato su due livelli. Al piano terra c’è la Sala dell’Accoglienza con una biblioteca monotematica sull’etnia italo-albanese. Qui si trova anche la redazione di “Katundi Ynë“, il periodico fondato nel 1970 che raccoglie il materiale inviato dai collaboratori delle comunità albanesi disseminate nelle altre regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia e Sicilia.

Al primo piano puoi immergerti nella storia e nella cultura tipica di questa popolazione, con i suoi costumi tradizionali e gli antichi attrezzi usati dai contadini. Ci sono anche dei pannelli espositivi relativi alle principali attrazioni di Civita, tra cui il Ponte del Diavolo, le case Kodra e i comignoli.

Info pratiche:

Il museo etnico Arbëresh si trova all’ingresso del borgo ed è aperto al pubblico solo di pomeriggio, dalle 17.00 alle 19.45.

Ingresso ad offerta libera.

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La chiesa è stata costruita nella seconda metà del 1600 ed è situata nella piazza principale di Civita. Nel 1988 grazie al papàs Antonio Trupo è stato sostituito l’altare latino con l’iconostasi in legno di noce e ulivo, tipica delle chiese di rito greco-bizantino.

PONTE DEL DIAVOLO DI CIVITA

ponte del diavolo-civita pollino calabria

 

Il Ponte del Diavolo di Civita, situato nel tratto finale delle Gole del Raganello, collega le due pareti del canyon scavato dal torrente. 

L’opera architettonica del borgo arbëresh del Pollino ha subito nel corso dei secoli numerosi interventi di ristrutturazione: i più importanti sono avvenuti nell’Ottocento e l’ultimo nel 2005, dopo il crollo del 1998.  

Dietro la costruzione di questo ponte a dorso d’asino c’è una leggenda che racconta che sarebbe stato un proprietario terriero a chiedere al Diavolo di edificarlo, in cambio dell’anima del primo essere umano che l’avesse attraversato. Il Diavolo accettò la proposta e in una notte lo costruì. L’uomo astuto però lo fece percorrere ad una pecora. Quando il Diavolo si rese conto dell’inganno maledisse il ponte e cercò di distruggerlo, ma non ci riuscì in quanto l’aveva costruito troppo bene.

COME ARRIVARE AL PONTE DEL DIAVOLO DI CIVITA

Per raggiungere il Ponte del Diavolo di Civita hai due possibilità:

  1. parti dalla Chiesa di Santa Maria Assunta e procedi lungo Viale Arberìa. Dopo il ristorante “Antico Ulivo” gira a sinistra su Corso Cavallotti fino ad arrivare al B&b Il Belvedere. Da qui prendi la ripida scalinata che in circa 45 minuti ti porterà al Ponte del Diavolo.
  2. segui la camminata “Mater Chiesa“. Dalla piazza centrale prendi la via accanto il tabacchi e segui le indicazioni del sentiero. Percorri la strada asfaltata che costeggia l’Ostello della Gioventù fino ad arrivare alla terrazza di fronte la Timpa del Demanio. Da qui ti aspetta un percorso in discesa di circa 1 km e 615 gradini.

Entrambi i sentieri non sono facili soprattutto per il dislivello di circa 250 metri, quindi porta sempre con te una bottiglia di acqua ed evita le ore più calde della giornata.

CASE KODRA E COMIGNOLI

casa kodra civita-pollino calabriaQuesti due elementi architettonici sono le icone che contraddistinguono il borgo di Civita.

Le case Kodra sono delle caratteristiche casette raffiguranti il volto umano che sono sparse tra i vicoli del centro storico. Sono costruite su due livelli, come da tradizione arbëreshë, e hanno una grande porta o finestra al piano terra che serviva per la conservazione degli alimenti. Al secondo piano ci sono due piccole finestre, utili per la fuoriuscita del fumo e in mezzo il comignolo.

comignoli sono dei veri e propri capolavori artistici che resistono alla forza del tempo e al vento di tramontana del Pollino, che qui soffia imponente. Ogni pezzo è il simbolo dello status sociale di ogni famiglia: elementi complessi e decorati per le famiglie nobili, più semplici per i contadini e abbelliti da forme apotropaiche per le famiglie che vivono di simbologia e ritualità.

Per approfondire leggi qui: Civita: il paese dei comignoli e delle case Kodra

I SETTEVENTI DEL POLLINO

Via Martiri – Contrada Spirito Santo – tel. 340 6659574

Una delle esperienze da non perdere se visiti Civita è conoscere da vicino la realtà dell’associazione culturale “I setteventi del Pollino” creata da Roberto Rugiano con l’obiettivo di avvicinare e far conoscere il mondo dei rapaci.

DOVE MANGIARE A CIVITA

  • Ristorante Kamastra – P.zza Municipio 3/6 – tel. 0981 73387

Il ristorante Kamastra è gestito da Enzo Filardi, avvocato e compositore di musica etnica. Si trova nel centro di Civita ed è ospitato nei locali di un’antica filanda degli anni ’50.

In cucina c’è il giovane chef Francesco Algieri che prepara i piatti tipici della comunità arbëresh, tra cui la “dromesat“, grumi di pasta battezzati con un rametto di origano e poi cotti nel sugo di carne.

Da provare il liquore di piretto, un agrume del territorio più dolce del limone e dal profumo intenso che viene poi trasformato anche in ottime marmellate.

Una tappa obbligatoria è il Museo del piretto ospitato in quella che un tempo era la sede del Club degli escursionisti.

DOVE DORMIRE A CIVITA

  • B&b Il Belvedere – Corso Cavallotti 27 – tel. 0981 73232

Questo è stato il B&b dove ho alloggiato per la prima volta a Civita: un antico palazzo con un panorama meraviglioso sulla Timpa del Demanio e le Gole del Raganello. Ha quattro camere denominate con i fiori presenti nel Parco Nazionale del Pollino.

I titolari, Gianluca e sua moglie Ewa ti coccoleranno fin dalla mattina con i dolci fantastici preparati dalla signora Dina, mamma di Gianluca.

  • B&b Il Comignolo di Sofia –  Corso Umberto 64 – tel. 340 5149030

Stefania Emmanuele accoglie viaggiatori e turisti in un’antica casa dell’800, insieme alla piccola Sofia e al gatto Luna. Organizza per loro escursioni sulla dorsale del Raganello, eventi culturali, lezioni di cucina tradizionale arbëresh e laboratori di artigianato.

Le due camere sono arredate in stile essenziale con il corredo della biancheria della nonna, frutto della sapienza artigiana della tessitura al telaio.

La struttura fa parte del circuito Destinazione Umana, un’agenzia che organizza viaggi ispirazionali.

INFORMAZIONI PRATICHE : COME ARRIVARE A CIVITA

Auto: Autostrada A2 del Mediterraneo provenienza Nord o Sud, uscita Castrovillari-Frascineto, proseguire per SS105 per circa 6 km e seguire le indicazioni per Civita.

Autobus: l’unico mezzo che arriva a Civita è quello della Saj: parte dall’autostazione di Cosenza e poi fa fermate intermedie tra cui quella dell’Università di Arcavacata. All’uscita a Frascineto scendi e prendi la coincidenza per Civita. La linea regionale di riferimento è Castrovillari-Trebisacce-Nocara. Per avere maggiori informazioni visita il sito www.saj.it.

Treno: la stazione più vicina è quella di Sibari. Da qui prosegui seguendo le indicazioni che ti ho dato sopra.

Aereo: l’aereoporto Internazionale di Lamezia Terme è collegato a Cosenza tramite l’autolinee Romano. Per info visita il sito www.autolineeromano.com.

COSA FARE E VEDERE NEI DINTORNI DI CIVITA

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3 commenti
  1. Milly
    Milly dice:

    Anche San Demetrio Corone, Shën Miter Korone, è un paese arbëreshë che merita di essere visitato, ricco com’è di storia e tradizioni.

    Rispondi
    • Luigina
      Luigina dice:

      Ciao Milly,
      sì ne ho sentito nominare, ce ne sono tantissimi in quelle zone. Spero piano piano di scoprirli tutti ☺️
      Grazie per essere passata da qui.

      Rispondi
  2. Milly
    Milly dice:

    Sono per metà calabra, più precisamente arbëreshë. Adoro questa terra che mi attrae in una maniera indescrivibile, nonostante sia sempre vissuta in Sicilia, altra terra dalla grande forza storica.

    Rispondi

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