impressioni 2018

Quando avevo il mio diario cartaceo il weekend era il momento perfetto per fermarsi un attimo, riflettere e buttare giù i propri pensieri su quello che mi passava per la testa. Lo faccio anche oggi, in questa domenica grigia e piovosa che vede l’avvicinarsi del mio compleanno.

Ho bisogno di lasciar fluire determinate cose, perché forse tenerle dentro mi farebbe stare ancora male. Ho bisogno di scrivere e togliermi qualche sassolino dalla scarpa. Ho bisogno di mettermi un po’ a nudo e mostrarti quella Luigina che forse conosci solo in minima parte.

Voglio parlarti di persone che mi hanno deluso e fare un bilancio anticipato di questo 2018 che mi ha regalato tante soddisfazioni ma anche parecchie amarezze che non sono riuscita a digerire.

COSA HO IMPARATO NEL 2018

HO IMPARATO A FIDARMI DEL MIO ISTINTO

Mai come quest’anno mi sono resa conto che devo imparare a fidarmi del mio intuito e selezionare bene le persone che voglio frequentare e con le quali collaborare.

In questo 2018 ho lavorato con costanza e ho rimesso mano ai vecchi articoli migliorandoli sia a livello testuale che di immagini. Il risultato di tanti weekend passati al computer è stato grandioso: le visite al mio blog sono triplicate. Sono passata da circa 7.000 accessi nel primo semestre 2017 a più di 23.000 nel 2018, con un 52% di visite provenienti da Google.

Questa cosa in un modo o nell’altro mi ha dato una visibilità che sinceramente non mi aspettavo. Ho scritto un articolo per la rivista di viaggi “That’s Italia”, ma ho conosciuto anche persone false che si sono avvicinate solo per un proprio interesse e basta. Persone che mi hanno adulato fin dall’inizio, promettendo mari e monti e con le quali non mi sono mai sentita a mio agio. È come se il mio sesto senso mi dicesse di stare attenta e non fidarmi. Solo che a queste persone io do sempre un’altra possibilità perché magari il mio istinto potrebbe sbagliarsi. E invece no, alla fine ti arriva la batosta e capisci allora che avevi ragione.

Persone che ti chiedono consigli su cosa fare per risollevare una situazione non proprio facile e il giorno dopo vieni a sapere che hanno già organizzato un evento. E allora cerchi di andare a fondo della questione senza trovare una ragione logica per questo comportamento. Un comportamento che mi delude e che mi fa stare male, perché per quanto possa sembrare forte all’apparenza, la realtà è ben diversa. Non riesco a lasciarmi scivolare le cose, non riesco a far finta di niente e affrontare la giornata come se nulla fosse successo. E allora una volta superata la fase della delusione e della rabbia non mi resta altro che prendere e chiudere un rapporto senza se e senza ma.

HO IMPARATO CHE NON POSSO PIU’ PERDERE TEMPO

“La più consistente scoperta che ho fatto è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare.” 

Questa è una delle frasi de “La Grande Bellezza” che ho deciso di cucirmi addosso da ora in poi.

Il tempo è una cosa preziosa. Non voglio perdere le mie giornate a fare cose che mi allontanano dai miei obiettivi e dalle mie priorità, sia nella vita privata che nel lavoro.

Troppe volte ho dispensato informazioni gratuite a persone che non lo meritavano. Persone che non hanno la più pallida idea di cosa significa scrivere e che non comprendono il valore del tuo lavoro come professionista. Persone che poi ti liquidano con un semplice messaggio su whatsapp e non hanno le palle per chiamarti e dirti quello che ti devono dire. Ecco, io con queste persone non ci voglio proprio collaborare. Ho speso tempo, energia e soldi per arrivare dove sono arrivata. Ho seguito corsi di formazione e ho raggiunto ottimi risultati per una che è partita da zero e quindi non permetto a nessuno di essere trattata come una copywriter da 10 o 20 euro ad articolo. Rispettare se stessi è la prima condizione per essere rispettata dagli altri.

In questi mesi ho imparato a darmi del valore e dire no a progetti che sapevo in partenza non avrebbero funzionato per una serie di motivi.

E poi voglio condividere il mio tempo con persone che non si fermano all’apparenza ma vanno oltre. Lo ammetto, non sono una donna che al primo impatto sta simpatica a tutti, anzi tutt’altro. Sono rigida e fredda come un ghiacciolo e di questo ne sono consapevole. Ma quell’essere fredda per me è un’arma di difesa perchè non voglio espormi, scoprire il fianco e soffrire. 

HO IMPARATO A MOSTRARE LE MIE DEBOLEZZE

Gestire un blog sembra una grande cosa vista dal di fuori. Eppure dietro questo mondo patinato fatto di like, commenti e condivisioni ce n’è un altro, fatto di sabati e domeniche al computer, di calendari editoriali, ansie e competizioni varie. Di giorni come questi in cui vorresti mandare tutto a quel paese e riprendere la vita di un tempo. Di giorni in cui vorresti sparire e andare dall’altra parte dell’oceano e invece devi essere on line a pubblicare post su Facebook e Instagram, nonostante l’umore sotto terra.

La verità è che spesso non mi sento all’altezza. Di scherzare, di scrivere, di affrontare quel foglio bianco. Vorrei finire un post in un’ora e invece sto lì a cercare ancora informazioni sul web, a leggerlo e rileggerlo più volte. Ho questa insicurezza di fondo che mi porta ad essere perfezionista.

Ecco, in tutti questi mesi ho imparato a lasciarmi andare, a mostrare le mie debolezze e a seguire i miei ritmi. Perché in fondo non siamo macchine, siamo essere umani che provano emozioni. E le emozioni non possono essere represse.

Chiudo questo lungo post con una riflessione che ho scritto di getto sul mio profilo facebook durante il viaggio di ritorno da Scilla a marzo. Una riflessione che parla di me e di come sono fatta, con i miei pregi e difetti.

 Riflessioni sul treno  
Io mi auguro di continuare così, di andare controcorrente, di essere diversa, perché questa sono IO, senza maschere e senza filtri.
Di rimanere quella “ragazza” timida che sono sempre stata e che a volte fa delle cavolate assurde dettate dal cuore e dall’istinto, di evitare i selfie perché mi mettono a disagio, di essere una fiera lupa solitaria in un gregge di pecore, di dire a volte cavolate girando le stories di instagram, di odiare la propria voce registrata.
Di viversi la vita “qui ed ora” perché domani non si sa come va a finire, di odiare i vincoli e le convenzioni sociali perché mi fanno sentire intrappolata.
Di continuare a viaggiare quando posso perché mi fa sentire viva, di combattere la routine perché voglio che la mia vita sia di mille colori, di alzarmi quando voglio dalla sedia perché i miei occhi bramano il blu del mare di Soverato.
Di bastare a me stessa, di essere solo in compagnia di uno zaino e di una macchina fotografica perché della presenza di alcune persone a volte ne posso fare a meno. Di essere forte ed indipendente, di andare avanti nonostante i no di colui che ha fatto breccia nel mio cuore. Di condividere la bellezza dei luoghi con chi desidera realmente farlo e non lo fa solo per gentilezza, di continuare a scrivere appunti e pensieri su uno sgangherato taccuino rosso che ormai appartiene definitivamente al passato.
Di continuare a scoprire la mia terra, anche senza macchina, perché in un viaggio non è importante la destinazione, ma le persone che incontri lungo il percorso. Di esplorare quella Calabria che non mi aspetto, che mi sorprende, che mi lascia in silenzio, perché a volte parlare significherebbe rovinare tutto. Significherebbe rompere quella magia che si è creata davanti a posti unici come Calanna, alle sfumature color verde smeraldo del mare di Scilla, ai fianchi disegnati delle colline che la sovrastano.
Non voglio sapere dove sto andando, per ora sono felice di aver trovato il mio posto nel mondo.