le grotte di zungri

Calabria: la terra del sole, del mare e del peperoncino. Della cipolla rossa di Tropea, del pecorino del monte Poro e della ‘nduja di Spilinga.

E’ in questa zona che ho visitato le Grotte degli Sbariati di Zungri. Un antico insediamento incastonato nella pietra che rivolge il proprio sguardo su una profonda vallata con vista sulla costa degli Dei, uno dei mari più belli della Calabria.

Le grotte, a soli 20 km da Tropea, sono un luogo magico in cui ti immergerai in un’altra civiltà, fatta di grotte scavate nell’arenaria e di sorgenti naturali che sgorgano dal nulla.

panorama dalle grotte di zungri

Panorama dalle Grotte di Zungri

MUSEO DELLA CIVILTA’ RUPESTRE E CONTADINA

La prima tappa è il Museo della civiltà rupestre e contadina, allestito all’interno di un vecchio frantoio. E’ diviso in 3 ambienti. Nel primo, oltre alla biglietteria c’è un pannello touch informativo per l’esplorazione virtuale del sito, numerosi oggetti legati alla produzione del vino, del grano e alcuni vestiti dell’epoca. E’ presente anche una mostra fotografica con una serie di immagini relative al terremoto del 1905.

parete del museo delle grotte di zungri

 

Nella seconda sala sono state ricostruite alcune scene della vita quotidiana: il focolare con il paiolo, la preparazione del pane e l’asciugatura dei panni intorno al braciere.

L’ultimo ambiente racchiude gli spazi più intimi: una camera da letto, una vasca da bagno, il corredo femminile e tutto ciò che serviva per la pulizia.

sale interno del museo di zungri

L’INSEDIAMENTO RUPESTRE DEGLI SBARIATI

Scendendo verso le grotte di Zungri, il primo incontro è con un palmento, un opificio per la produzione del vino, formato da due vasche comunicanti di diversa profondità. L’uva era pigiata nella prima vasca e poi il mosto defluiva nella seconda per la fermentazione.

L’origine di questo villaggio ipoteticamente risale tra il VI e l’ VIII secolo, periodo in cui i monaci basiliani fuggono dall’Oriente per scappare alle persecuzioni iconoclaste e si rifugiano nel territorio del monte Poro.

Le 100 grotte sono formate da uno o due ambienti, anche a più piani, di forma circolare o quadrata con funzione di unità abitativa o silos per il deposito di grano. Quella più antica è costruita su 4 livelli e all’interno è visibile un graffito simile ad un pesce.

La parte finale del sito nasconde un piccolo angolo di paradiso. Una sorgente immersa nel verde smeraldo della natura. Una piccola oasi di pace dove il tempo è scandito dal semplice ticchettio delle gocce d’acqua che si riversano nella vasca.

DOVE MANGIARE A ZUNGRI

Ti consiglio di provare la trattoria La Cresta che si trova sulla strada provinciale 17, a circa 4 km da Zungri. A vederla dall’esterno non ispira molta fiducia ma ti assicuro che appena proverai  l’antipasto cambierai idea.

Io ho scelto il menù turistico delle Grotte a 13 euro che comprende un antipasto di verdure e salumi misti, un primo di fileja (pasta tipica calabrese fatta a mano) con i fagioli o alla ‘nduja e un secondo, comprese le bibite.

l'antipasto della trattoria la cresta di zungri

 

INFORMAZIONI UTILI

Il sito delle Grotte di Zungri è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Il biglietto d’ingresso costa 3 euro e comprende sia la visita del museo che dell’insediamento rupestre. Per maggiori informazioni puoi visitare il portale web www.grottezungri.it