murales emigranti di smoe a catanzaro

Da quando ho in mano una macchina fotografica, ho cominciato a notare cose che fino ad allora per me erano inesistenti. I miei occhi spesso si limitavano ad osservare quello che avevo intorno, ma era raro guardare verso l’alto.

Oggi invece sono diventati dei radar, c’è sempre qualcosa che mi colpisce e che mi spinge a fermarmi ad osservare. La street art è una di queste e ho avuto modo di scoprirla un po’ meglio a Catanzaro che è stata premiata da Wide Walls per il “Risveglio”. È uno dei 20 murales più belli al mondo realizzato da Gola Hundun sulla facciata della scuola elementare Aldisio, nell’ambito del progetto dei ragazzi di Altrove Festival.

Ma appeni arrivi nel capoluogo, come una sorta di benvenuto e al tempo stesso di arrivederci, ti aspetta “Emigranti”, uno dei murales di Smoe, alias Giorgio Marzo. Un giovane street artist catanzarese che disegna graffiti fin da quando aveva 12 anni. Una passione ereditata dal papà e che lo porta oggi, a vagare per l’Italia a dare nuova vita a muri che diversamente sarebbero anonimi.

A colpi di colori ad acqua, spray e pennelli, Giorgio in un mese e mezzo ha dato vita ad un’opera di 200 mq disegnata su uno dei muri di Viale de Filippis che non puoi fare a meno di notare per i suoi toni, dal giallo al grigio al nero.

Photo credits Smoe

Emigranti disegna varie scene dell’emigrazione italiana, facendo un salto nel tempo. Dal passato dei primi anni del ‘900 al presente dei continui sbarchi di migranti sulle coste italiane, al futuro dei giovani calabresi in fuga. Tutte realtà che in modo o nell’altro, anche se in epoche diverse, hanno qualcosa in comune. La nostalgia verso la propria terra che non potrà mai essere dimenticata e la speranza prima o poi di tornarci.

una delle scene del murales emigranti di smoe

Photo credits Smoe

Un murales dedicato a tutti i giovani che sono “costretti” a fuggire dalla propria città per cercare un futuro migliore, ma anche un messaggio rivolto all’accoglienza degli immigrati che come noi nel passato e loro nel presente sono alla ricerca di una vita diversa.

L’occhio mi è caduto su due figure: il giovane con il tailleur e l’emigrante, disegnato a colori.

La prima mi ha colpito per la sua solitudine, per il suo sguardo basso mentre passeggia sulla banchina del porto. Anche se si è rifatto una vita si sente solo e l’unica ancora di salvezza è quella di fare comunità, insieme a tutti gli altri che hanno iniziato un nuovo percorso come lui.

Il protagonista del murales invece ha un attaccamento morboso nei confronti delle sue valigie. Tutta la sua vita è chiusa all’interno di una “scatola” e chissà se prima o poi la chiuderà definitivamente tornando a casa.

DOVE TROVARE I MURALES DI SMOE

Oltre al graffito Emigranti di Viale de Filippis, l’ultima creatura di Smoe ha preso vita al Centro Clinico San Vitaliano, vicino all’Ospedale Mater Domini.

Photo credits Smoe

I suoi murales puoi trovarli anche a Milano e Roma dove ha animato porte, muri o giardini di case private. Un’esplosione di forme e colori, un salto da curve sinuose a disegni squadrati, da elementi naturali a graffiti un po’ stile cartone animato.

Se vuoi dare un’occhiata ai suoi lavori ti consiglio di visitare il suo sito: http://www.smoe.it/

“Mar de flores” Photo credits Smoe