manifesto beatles-museo del rock catanzaro

Quest’estate ho partecipato ad una visita guidata al Museo del Rock di Catanzaro, l’unico esistente in Italia. Sì, hai letto bene. La città dei tre colli famosa per essere stata in passato capitale europea della seta detiene anche questo primato: è l’unica nel nostro paese ad avere un Museo del Rock.

E così, in una giornata calda di agosto, ho attraversato la storia della musica, dalla nascita del rock’n roll degli anni ’50, passando per il blues, il soul, fino ad arrivare ai ’90 con i Nirvana e gli Oasis. Ho scoperto che il leader di uno dei miei gruppi preferiti ha origini calabresi e tantissime altre curiosità che non immaginavo minimamente.

Il Museo del Rock di Catanzaro è nato nel 2011 grazie alla donazione del collezionista Piergiorgio Caruso. Il medico catanzarese ha cominciato a collezionare dischi e memorabilia da quando aveva 11 anni e tutto quello che è presente qui è solo una parte dell’infinita collezione che tiene a casa. Ci sono tantissimi pezzi unici tra cui il primo disco dei Velvet Underground con la famosa copertina della banana disegnata da Andy Warhol, il manifesto dell’ultimo concerto di Jimy Hendrix e l’album The River di Bruce Springsteen firmato da tutti i componenti del gruppo. 

MUSEO DEL ROCK DI CATANZARO: TOUR TRA LE RARITA’ DELLA MUSICA

L’esposizione del Museo del Rock di Catanzaro è organizzata su due livelli. Partiamo dal secondo piano dove sono esposti dischi e manifesti degli anni ’50. Dai 45 giri rarissimi di Elvis Presley all’articolo pubblicato sul Memphis Press-Scimitar subito dopo la morte del cantante, fino ai dischi di Jerry Lee Lewis, il più grande pianista rock della storia. E ancora i manifesti originali di Jim Morrison davanti ai quali Oliver Stone, ospite del Magna Grecia Film Festival, è rimasto a bocca aperta.

Poi tocca alla stanza del Piper, il locale romano più cool negli anni ’60 che conosciamo benissimo per le esibizioni di una giovane Patty Pravo e di tanti altri musicisti internazionali tra cui i Pink Floyd. Qui è esposto l’album italiano più raro della storia, con sole 500 copie prodotte: “ Le stelle di Mario Schifano”.

Dall’Italia passiamo all’America con la musica blues dei campi di cotone e tabacco del Mississippi con McKinly Morganfield noto come Muddy Waters. Un ritmo nato ai tempi della schiavitù, quando i ragazzi africani con le catene ai piedi cantavano per lenire il loro dolore. 

“Vuoi sapere da dove viene il blues? Il Blues viene dal sedere del mulo. Bè, oggi puoi avere il blues anche seduto comodamente a mangiare, ma il blues è stato inventato camminando dietro ad un mulo ai tempi della schiavitù.”

Bukka White (Bluesman)

Una delle teche più rare del museo del rock di Catanzaro è quella degli Zap Comix e Freek Brothers. I primi numeri di questi fumetti hippies degli anni ’60 sono stati ideati da Robert Crumb che disegnò la copertina di “Cheap Thrills”, famosissimo album di Janis Joplin.

Prima di scendere al piano di sotto, ci sono tre chicche che devi assolutamente immortalare con la macchina fotografica:

  1. una fotografia di Steven Tyler, leader degli Aerosmith, che ha autografato e donato al museo. E sai perchè? Il cantante in realtà ha origini calabresi. Suo nonno, Giovanni Tallarico, musicista emigrato in America era di Cotronei, paesino della Sila di 5.000 abitanti.
  2. il manifesto originario di Woodstock disegnato da David Byrd, stampato prima che il concerto rock più famoso della storia venisse spostato a Bethel.
  3. la round cover rarissima uscita in Germania di “The man who sold the world” di David Bowie.

 

Il primo piano è dedicato alla musica italiana degli anni ’60 e ’70 e ai gruppi che hanno segnato la storia del rock, Beatles, Who e Rolling Stones.

La prima sala dove ci accompagna Antonio Ludovico, uno dei due curatori del museo, è quella che definisce “la stanza per intenditori”, ossia tutte quelle garage band che fecero un disco e poi scomparvero. Un esempio è il gruppo canadese Jack London & The Sparrows che poi si trasformò in Steppenwolf. Di sicuro lo conosci per il famosissimo singolo “Born to be wild”, colonna sonora del film “Easy rider”.

Arriviamo alla stanza dedicata all’Italia con la gigantografia di Francesco di Giacomo, cantante del Banco Mutuo Soccorso e i manifesti di gruppi e musicisti tra cui Nomadi, New Trolls (ospiti del museo), Ribelli, New Dada, PFM e Flora, Fauna e Cemento.

Anche qui ci sono delle teche con dei pezzi unici come “Dolce di giorno/per una lira” di Lucio Battisti, Fabrizio de Andrè con il suo “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers” e “L’amore è partito” di Francesco Battiato, uscito in regalo con l’enigmistica tascabile.

Per finire tocca ai Beatles con le quattro fotografie di John LennonPaul McCartneyGeorge Harrison e Ringo Starr scattate in stile pop art da Richard Avedon. Accanto il pezzo più raro del museo del rock di Catanzaro: il manifesto originale dell’ultimo concerto della band inglese al Candlestick Park a San Francisco.

INFO PRATICHE SUL MUSEO DEL ROCK DI CATANZARO

Il Museo del Rock si trova in Via Turco, a due passi da Piazza Matteotti ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 11.00 e dalle 17.00 alle 20.00, sabato e domenica solo nel pomeriggio.

L’ingresso è gratuito. Se vuoi saperne di più dai un’occhiata alla pagina Facebook.

Vuoi conoscere sul serio la tua Calabria?

Dai un'occhiata alla mia guida in pdf!

Scopri di più

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.