nido di seta san floro

La mia prima scoperta dopo il rientro da Tenerife, è stata la Cooperativa Nido di Seta di San Floro. Un tuffo nella mia infanzia, quando da bambina una delle mie letture preferite sull’enciclopedia della nonna era proprio la storia del baco. Come poteva questo piccolo prodigio della natura creare il filo più prezioso del mondo?

Tutto questo è rimasto un mistero fino a quando non ho conosciuto Domenico, Miriam e Giovanna. Nel 2014 i tre ragazzi di San Floro hanno ripreso quella che in passato era una delle tradizioni del loro paese: l’arte di lavorazione della seta. Questo piccolo borgo di 500 abitanti era un importante centro di produzione del filo d’oro. La seta era poi trasferita a Catanzaro per la tessitura e affidata ai maestri setaioli che per la loro bravura insegnavano le loro tecniche anche a Lione.

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IL MIO VIAGGIO NELLA COOPERATIVA NIDO DI SETA 

“ Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi “ Marcel Proust Condividi il Tweet

Il mio tour parte dal Museo della Seta nella piazza principale di San Floro, allestito all’interno di un Castello del 1400. Qui sono custoditi famosi damaschi catanzaresi, antichi abiti da sposa e telai a 4 licci che i ragazzi usano ancora oggi per tessere a mano i loro filati producendo stole, sciarpe e altri manufatti di seta.

Dal Museo ci spostiamo verso la Cooperativa Nido di Seta, lungo un sentiero immerso nel cuore di una pineta che ad un certo punto si apre e lascia spazio alla vallata dei gelsi, proprio come un nido.

Domenico mi racconta tutto il processo, dalla schiusura delle uova fino alla trasformazione in farfalla. Dopo l’estrazione del filo di seta dal bozzolo, la seta è lavorata con antichi telai e tinta con prodotti naturali, tra cui iperico, ginestra, more di gelso e cipolla di Tropea.

L’ultima tappa del mio tour è il punto ristoro: un angolo di relax immerso nel verde, sotto l’ampia chioma di un pino secolare. Qui di solito i turisti assaggiano i prodotti biologici della Cooperativa  provenienti dal proprio orto o dai produttori locali, un’ottima confettura extra di more e il “moretto”.

STORIA DELLA COOPERATIVA NIDO DI SETA

La Cooperativa Nido di Seta nasce dall’idea di Domenico di proseguire il progetto sperimentale avviato nel 1998 dal papà Florino. L’ex sindaco di San Floro fece piantare circa 3500 piante di gelso di varietà Kocusò. Il suo scopo era quello di riscoprire l’arte di lavorazione della seta e sviluppare l’economia locale.

A condividere l’idea di Domenico c’è Miriam. La ragazza, ex hostess di una compagnia aerea, dopo tanti anni vissuti all’estero sente il richiamo della sua Calabria. Al gruppo si aggiunge successivamente Giovanna, artista specializzata nella lavorazione della ceramica di Squillace.

gioielli della cooperativa nido di seta di san floro

I ragazzi, uniti dalla passione per la propria terra, prendono così in gestione l’intera area del gelseto comunale e nel giro di pochi anni costruiscono qualcosa di unico e magicoLa Cooperativa Nido di Seta infatti affianca alla gelsibachicoltura una serie di attività:

  • preparazione di una gustosa confettura biologica di more
  • creazione di gioielli con seta grezza e ceramica di Squillace
  • promozione di un turismo eco-esperienziale. Il tour prevede l’ingresso al Museo della Seta e poi il trasferimento in Cooperativa per fare visita all’allevamento del baco e degustare i prodotti biologici presso il punto ristoro.

Se vuoi prenotare una visita guidata, dai un’occhiata al sito web della Cooperativa Nido di Seta.

Nido di Seta è una storia d’amore verso la nostra terra, la Calabria. Una terra senza futuro secondo alcuni e una terra ricchissima per altri. È la storia di chi nei sogni ci crede, di chi ha coraggio, determinazione. Di chi “guarda con occhi nuovi e non cerca nuove terre”.

E tu sei mai stato alla Cooperativa Nido di Seta di San Floro? Raccontami la tua esperienza magica qui sotto!

Vuoi conoscere sul serio la tua Calabria?

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4 commenti
    • luigina
      luigina dice:

      Ciao Alessandra, sì è una bellissima storia. Questi ragazzi hanno dato vita ad un progetto unico e soprattutto stanno dando un valore aggiunto alla propria terra 😊

      Rispondi
  1. Bruna Athena
    Bruna Athena dice:

    Hai raccontato di una bella realtà, una di quelle del nostro Sud che dovrebbero essere raccontate più spesso, per far comprendere che sì, c’è molto disagio, ma c’è anche chi riesci a fare cose utili, belle, divertenti, che valorizzano il territorio. Anche se campana, per cui vicina, conosco molto poco la Calabria: ti seguirò volentieri!

    Rispondi
    • luigina
      luigina dice:

      Ciao Bruna, raccontare la Calabria di successo è il mio obiettivo e ai ragazzi di Nido di Seta ci sono molto affezionata. Sono riusciti a riprendere un’antica tradizione che ha portato Catanzaro ad essere definita “capitale europea della seta”. Credo che queste cose debbano essere portate a conoscenza di tutti.
      Anch’io conosco molto poco la tua regione e spero di scoprirla prima o poi. Grazie mille per essere passata da qui ☺️

      Rispondi

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