roghudi vecchio

Ormai ho perso il conto di quante volte ho preso la mitica e veloce lettorina anni ’50 per dirigermi verso sud e scoprire un altro gioiello della nostra meravigliosa Calabria.

In questo post ti racconto la mia giornata a Roghudi Vecchio, un borgo di una suggestione tale da togliere il fiato anche solo ad osservarlo in fotografia. L’ho visitato in compagnia di tre guide d’eccezione: Lillo Aloi, Luca Lombardi e Noemi Evoli.

Lillo l’ho nominato tantissime volte nei miei post. È grazie a lui che ho iniziato ad esplorare quella che definisce “Madre Aspromonte” e le persone speciali che lo abitano. Prima Pietra Cappa, poi il piccolo borgo di Staiti, Monte Cerasia e per finire Canolo e Antonimina, dove ho trascorso un bellissimo weekend.

Luca e Noemi invece sono guide del Parco Nazionale d’Aspromonte e ogni anno partecipano all’iniziativa estiva Park bus, organizzata dall’Ente Parco in collaborazione con l’Associazione Guide Ufficiali e il Museo di Reggio Calabria. Da agosto a settembre i turisti scoprono alcuni dei luoghi più affascinanti di questo territorio candidato a Geoparco Unesco.

ROGHUDI VECCHIO: IL PAESE FANTASMA DELL’ASPROMONTE

amendolea roghudi vecchio

Roghudi Vecchio, come altri borghi aspromontani, è completamente disabitato. Le alluvioni degli anni ’70 hanno costretto circa 1700 abitanti ad abbandonarlo per ricostruirsi una nuova vita a 40 km di distanza nel paese di Roghudi Nuovo, a circa 10 minuti di macchina da Pentedattilo.

La strada che porta al paese fantasma è tortuosa e spesso non è percorribile, ma per capirne la sua essenza devi vederlo da lontano. Stai lì a chiederti come quelle case, abbracciate a quello sperone di roccia, siano ancora in piedi. Ma soprattutto ti chiedi come gli abitanti siano riusciti a viverci per decenni, completamente isolati dal mondo.

Ora a Roghudi Vecchio regna il silenzio. Tra i muri di quelle case diroccate rimangono i resti di una vita che è stata abbandonata da un giorno all’altro, senza preavviso. Un silenzio che quando ti affacci dalla terrazza giù in fondo al borgo è interrotto dall’impetuoso correre della fiumara d’argento.

ROCCA DEL DRAKO E CALDAIE DEL LATTE: LEGGENDE E CURIOSITA’

rocca del drago roghudi vecchio

Prima di arrivare a Roghudi Vecchio c’è qualcos’altro di straordinario da vedere: la Rocca del Drako e le Caldaie del latte. Queste curiose formazioni geologiche avvolte dalla leggenda si trovano nel territorio di Ghorio di Roghudi.  

La prima è un enorme monolite di epoca preistorica adagiato in perfetto equilibrio su un piedistallo di roccia, con incisi due cerchi che sembrano occhi. Secondo la mitologia sotto questa roccia viveva un drago che custodiva un tesoro inestimabile, donato solo a chi avesse sacrificato un neonato, un capretto ed un gatto nero.

Poco più giù le Caldaie del Latte. La tradizione popolare racconta che queste sette rocce sferiche, molto simili alla forma delle pentole in cui si bolliva il latte, servissero come nutrimento del drago.

caldaie del latte roghudi vecchio

INFO PRATICHE PER LA VISITA DI ROGHUDI VECCHIO

Per la visita di Roghudi Vecchio ti consiglio di non avventurarti da sola ma di farti guidare sempre da qualcuno di esperto. La strada per arrivarci non è semplicissima e spesso è chiusa a cause delle frane. Ti suggerisco di contattare tramite Facebook l’Associazione Guide Ufficiali del Parco Nazionale d’Aspromonte.

DOVE MANGIARE

Per una sosta golosa fermati a Bova, dai simpaticissimi gemelli Mimmo e Nino, che ti faranno assaggiare il simbolo della gastronomia locale: la mitica lestopitta. Questo pane azzimo, molto simile alla piadina romagnola, viene fritto e poi farcito con salumi, formaggi e verdure.

Indirizzo: Via Vescovado, 20 – Bova

COME ARRIVARE A ROGHUDI VECCHIO

Per arrivare a Roghudi Vecchio hai due alternative:

  1. arrivare al borgo di Bova e poi attraversare il Passo della Zita fino a giungere alla Rocca del Drako e alle Caldaie del Latte. Da qui poi segui la strada in discesa.
  2. Partire da Melito Porto Salvo e poi seguire le indicazioni per Roccaforte del Greco fino ad arrivare al borgo di Roghudi Vecchio.

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