antonimina blog tour aspromonte

“Se verrai in Aspromonte, non dire il tuo nome, non serve, vi entrerai, invece, senza annunziarti, e ascolterai una conversazione già da tempo avviata, come se una intelligenza nativa ti accogliesse e ti riconoscesse.

 Se verrai in Aspromonte, non entrerai nella stanza buona ma in cucina, dove si impasta il pane,  dove il grano e l’acqua ancora uniscono le permanenze di antiche civiltà e mitiche tradizioni, che superano di molti millenni i peccati dell’ultima generazione.

Se verrai in Aspromonte col bastone dello studioso o del pellegrino, porta con te un bambino e una preghiera; digli cosa sia la verità, che allontana la morte di una civiltà e spegne ogni dolore.  Se verrai in Aspromonte noi verremo con te.”

Giuseppe Bombino (ex Presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte)

Voglio iniziare così il mio racconto del blog tour che ho organizzato insieme ai ragazzi dell’Associazione Boschetto Fiorito tra Antonimina e Canolo. Ascoltare questa lettera, che qui ho riportato solo in parte, è stato uno dei momenti che mi ha emozionato di più, anche perché inaspettato. Un messaggio che interpreta a pieno i segni identitari di questo territorio: il pane, l’acqua, la montagna e la lingua. Quattro elementi che tutti insieme rappresentano l’anima e la ricchezza naturalistica e culturale dell’Aspromonte.

Questo lembo di Calabria l’ho vissuto per la seconda volta, ma in modo diverso e forse più intenso. Ho visto gli occhi curiosi di chi scopriva per la prima volta questi paesi, chi leggeva poesie con la voce tremolante dall’emozione e chi con grande fierezza scrutava i propri allievi e la loro maestria nel suonare la zampogna.

Il primo giorno del blog tour infatti ho scoperto un altro lato di Antonimina, forse quello più autentico e tradizionale. Dalla figura di Micu Pelle, conosciuto per le sue poesie in dialetto antoniminese, alla tessitura della ginestra che la Signora Annamaria Raco porta avanti con grande dedizione fino al gruppo che ci ha fatto ballare la tarantella composto da Nicola, Marco, Michele, Pino, Giulio e dal mitico Signor Peppino le cui zampogne hanno varcato i confini nazionali.

Questa è una delle poesie che i ragazzi del Boschetto Fiorito ci hanno letto durante il tour guidato tra i vicoli di Antonimina, proprio nella piccola piazzetta delle Tre Fontane, oggi dedicata a Micu Pelle.

NTONIMINA ME’ PAJISI – MICU PELLE

Simpaticu a Natura a ttia ti fici,

ammenzu a duu’ hjiumari situati,

li casicedi toi parinu mpisi,

sup’a na rocca fusti frabbicatu.

L’aria du mari nfrunti ti corpisci,

ma di lu ventu tu si riparatu,

na curuna d’allivari ti facisti,

signu di bontà, d’amuri e paci.

Nu pecuraru u primu palu misi,

fici u pagghjaru e po’ fici i terrati,

po’ s’accattau li pecuri e li crapi,

ddu’ vacchi i latti e puru pe majisi.

Ddu’ amici fidili si ndi fici:

nu cani e na mugghjeri affezionati.

Nesciru figghjoli sani e coraggiusi,

chi nci facenu facci a lupi e latri.

Caru Ntonimina, meu pajisi,

cu Ciminà e Sanatlariu si frati,

puru cu Partigghjola e cu Jeraci,

ca di l’antica Locri discinditi.

Trippizza nta lu menzu vu’ ndaviti,

chi comu gendarmu la guardia vi faci,

la spiaggia, la muntagna e l’alliviti,

i vagni e i cosi di l’antichitati.

Sarenu cosi mu vi li goditi,

ncunfrunt’allatti mu va fissijati,

mu v’aiutati e ‘mpaci mu staciti,

e li straneri m’i maravigghjati.

Ma ndavi mbidiusi e scrianzati,

chi fann’i i prepotenti e i spiritusi,

chi vorrenu cumandan’e servuti,

quasi quasi pagati e ringraziati!

ESCURSIONE A MONTE TRE PIZZI

La giornata di sabato è stata interamente dedicata all’escursione a Monte Tre Pizzi, definito così per i tre torrioni di roccia che svettano sul versante ionico. Una vista che spazia dalla Costa dei Gelsomini fino alla Rocca di Gerace e da cui si intravede anche la maestosa figura di Pietra Cappa.

Il percorso, ideato e guidato dai ragazzi dell’Associazione Boschetto Fiorito parte direttamente da Antonimina ed incrocia il sentiero 213 del Parco Nazionale d’Aspromonte che da Piano Moleti porta al Tre Pizzi. È stato un cammino che mi ha messo fisicamente a dura prova ma che ho affrontato con il sorriso e la determinazione di arrivare in cima, insieme a tutte le persone speciali che ci hanno fatto compagnia sabato scorso.

SCHEDA TECNICA

Lunghezza: 12 km

Difficoltà: E (escursionistica)

Dislivello: 600 metri

Durata: 6 ore circa

CONTATTI: Associazione Boschetto Fiorito (Facebook – tel. 329 776 1705)

DOVE MANGIARE AD ANTONIMINA

Il nostro punto di riferimento per i due giorni trascorsi in questo borgo è stato il Ristorante Do’ Priuri che per l’occasione ci ha preparato un menù speciale. Antipasti gustosi e abbondanti a base ad esempio di ricotta, pancetta, peperonata e zuppa di fagioli e primi piatti tipici del paese come i rigatoni alla Ntoniminara. Non sono mancate le alternative anche per i vegetariani come la pasta con la melanzana mbuttunata e le polpette di ricotta al sugo. Per concludere non poteva mancare il gelato. Io ho provato quello alla nocciola ed era veramente ottimo.

Ristorante Do’ Priuri

Via Consalvo – Antonimina – tel. 0964 312031 – Facebook

CANOLO: TRA DOLOMITI DEL SUD E LA TRADIZIONE DEL PANE JERMANO 

Domenica dopo la sosta su una delle cime delle Dolomiti del Sud, ci siamo spostati verso Canolo Nuova. La prima tappa è stata il Panificio Pane Amore e Fantasia dove la Signora Maria Stilo e suo marito ci hanno deliziato con una pizza salsiccia e funghi preparata con la farina scura di jermano (segale) e omaggiato di una pagnotta di pane. Un prodotto dietro il quale c’è una storia di vita, di resistenza, sacrifici e tanta passione. Un tesoro diventato simbolo di condivisione e unione per questa comunità montana, dal momento che viene cotto nei sei forni messi a disposizione dal comune con un piccolo contributo economico.

Per il pranzo siamo stati ospiti a casa di Laura Multari e suo marito Antonello Stilo che che dal 1992 portano avanti l’Azienda Agricola Sapori Antichi d’Aspromonte. Ad aspettarci c’erano taglieri di formaggi e salumi vari, tra cui il prosciutto cotto di Canolo, l’ultima idea della coppia. Il tutto accompagnato dal vino e dalla Jermana, una birra bionda prodotta dalla Limen Brewery, un birrificio artigianale di Siderno.

Tra un assaggio e l’altro Laura ci ha raccontato anche la sua storia. Ha imparato ad amare la montagna nei mesi vissuti in Trentino dal fratello, ma le mancava qualcosa, quell’accoglienza e quella solarità a cui era abituata. Ritorna in Calabria e durante l’estate incontra il suo futuro marito Antonello. Dopo due mesi iniziano a lavorare insieme, dando vita ad una bellissima realtà che oggi coinvolge tutto il territorio di Canolo e dintorni. Oltre all’azienda agricola gestiscono la prima fattoria didattica cofinanziata dall’Ente Parco e da poco hanno inaugurato una braceria dove puoi assaggiare l’autentico suino nero di Calabria.

Azienda Agricola Sapori Antichi d’Aspromonte

Viale Italia, 8 – Canolo Nuova – cell. 328/8838909 – Facebook

RINGRAZIAMENTI

Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questo weekend e che ci hanno raggiunto da Lamezia Terme, Catanzaro, Amantea e Soverato, le blogger Aneta Ozonek di Hello Calabria, Luigina Bianco di Calabrisella Mia e il video maker Francesco Cristiano.

Un grazie di cuore va alle associazioni e alle imprese che hanno supportato il progetto e che con la loro disponibilità, gentilezza e passione stanno attuando un enorme cambiamento. I ragazzi dell’Associazione Boschetto Fiorito che mi hanno dato una mano nell’organizzazione, Lillo Aloi dell’Associazione Col Tuo Tempo che ci ha emozionato con le sue letture e dato un supporto logistico. Per finire il Ristorante Do’ Priuri di Antonimina e l’Azienda Agricola Sapori Antichi d’Aspromonte per averci ospitato.

Concludo questo post con questo video realizzato da Francesco Cristiano che in pochi minuti è riuscito a raccontare e trasmettere l’anima di un territorio come l’Aspromonte. 

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