weekend aspromonte

Se mi segui da un po’ sai che non sono una grande fan dei posti turistici e super affollati. Preferisco quei luoghi dove la natura, l’accoglienza e le piccole attenzioni sono cose che ti fanno battere il cuore.

È per questo motivo che lo scorso weekend sono ritornata per la terza volta in Aspromonte. Dopo l’escursione a Pietra Cappa e Staiti, grazie alla guida di Lillo Aloi ho scoperto il borgo di Canolo con le sue “Dolomiti del Sud”, le grotte di Zagaria e Antonimina, famosa per le acque termali. 

Ma ciò che mi porto a casa di questo fine settimana sono soprattutto le persone speciali. Quelle che hanno il coraggio di rimanere quando il trend è quello di andarsene. Quelle che con le loro azioni quotidiane combattono una mentalità non proprio facile da sradicare. C’è Laura Multari che gestisce la prima fattoria didattica del Parco Nazionale d’Aspromonte e poi Pietro, Domenico e Nicola dell’Associazione Boschetto Fiorito Slow Tourism.

CANOLO E LE DOLOMITI DEL SUD

“ La vista di Canolo dal burrone di Novito è estremamente superba, e aumentava la maestosa meraviglia quando noi scendendo al fiume, fra bellissimi boschi, dopo avere attraversato il largo letto del torrente gradualmente giungevamo in un mondo di rocce austere, un deserto di terrore, al punto che non è facile descrivere o immaginare”.

Edward Lear descriveva così Canolo nel suo libro “Diario di un viaggio a piedi”. Lo scrittore e viaggiatore inglese nel 1847 esplorò insieme al suo amico John Proby tutti i borghi dell’entroterra reggino tra cui Pentedattilo, Bova e Staiti.

borgo di canolo

Canolo Vecchio si trova al centro di due canyon scavati nella roccia dalle fiumare Novito e Pachina e dopo l’alluvione del 1951 moltissimi abitanti l’hanno abbandonato per spostarsi verso Canolo Nuova.

Il paese aspromontano è incastonato ai piedi del Monte Mutolo che con le sue vette rocciose è stato ribattezzato con il nome di “Dolomiti del Sud”. Un paesaggio che ha fatto da sfondo al film del 2005 con Terence Hill “L’uomo che sognava con le aquile” girato tra Canolo, Gambarie, Reggio Calabria, Gerace e Caulonia.

LAURA MULTARI: LA DONNA PASTORE DELL’ASPROMONTE

La prima persona speciale di cui ti voglio parlare è Laura Multari, una donna forte, intraprendente e che vive di passione per il proprio territorio. 

Laura ha aperto le porte di casa per farci assaggiare alcuni dei prodotti realizzati dall’azienda Sapori Antichi d’Aspromonte che porta avanti insieme a suo marito Antonello. Guanciale, pancetta, prosciutto crudo, formaggi, ricotta e soppressata e poi chiaramente non poteva mancare il pane “jermano”, il pane di segale che ahimè essendo celiaca non ho assaggiato.

degustazione canolo

Un pane dalle caratteristiche straordinarie che è stato inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali ed è grazie a Laura se questo prodotto è ritornato in voga. Ha piantato i semi recuperati dagli anziani e ha avviato una collaborazione con l’Università di Reggio Calabria per tutelare il pane in purezza.

La segale rispetto al grano ha una lavorazione più complessa. Una volta mietuta e raccolta viene fatta essiccare al sole su teli di ginestra e quando i chicchi sono pronti vengono portati ai mulini di Canolo e Gerace per la macinazione a pietra.

L’arte della panificazione è molto sentita a Canolo. Qui ci sono sei forni comunali e ogni famiglia paga solo 1 euro per averne a disposizione uno tutta la giornata.

pane jermano canolo

Laura porta avanti con grande impegno ed entusiasmo anche la prima fattoria didattica cofinanziata dall’Ente Parco D’Aspromonte. Il percorso didattico porta al campo delle “Galline Felici”, al bosco de “i tre e più porcellini”, passando per “l’orto del Fattore che è sempre più buono” fino a “chi semina raccoglie: dal grano al pane”. Oltre 3 km di attività pensate non solo per i più piccoli ma anche per chi vuole trascorrere una giornata a contatto con la natura e il mondo contadino aspromontano.

Ma non solo. Laura come presidente dell’Associazione Kanalis Anspi ha avviato il progetto dell’Agriasilo, un modo per coinvolgere i bambini alla conoscenza del territorio del Parco.

ANTONIMINA E I RAGAZZI DI BOSCHETTO FIORITO

Le altre persone speciali di cui voglio parlarti sono Pietro, Domenico e Nicola di Antonimina, un piccolo borgo dell’entroterra ionico a circa 20 minuti da Locri.

In questo weekend i ragazzi ci hanno guidato tra le vie di Antonimina tra portali antichi, fontane e forni curiosi. Domenica invece, saltata l’escursione a Monte Tre Pizzi a causa della pioggia, ci hanno accompagnato nell’azienda agricola del Sig. Franco Pelle per vedere come si ottiene la ricotta.

Questi giovani trentenni hanno una grande voglia di fare e non sono andati via perchè vogliono promuovere la terra dove sono nati. Da due anni, attraverso l’Associazione Boschetto Fiorito Slow Tourism, organizzano escursioni all’interno del Parco Nazionale d’Aspromonte ed eventi volti alla conoscenza delle tradizioni e della cultura del loro paese.

Grazie alla collaborazione con i proprietari di alcune case hanno avviato anche un progetto di ospitalità diffusa che permette agli ospiti di vivere il borgo ed entrare in contatto con la comunità.

Se vuoi vivere un’esperienza diversa, a contatto con la natura e il calore autentico della gente di montagna, ti lascio i loro contatti: Pagina Facebook – e-mail boschettofiorito@gmail.com – tel. 347 4071165/ 329 7761705